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  • L’Oréal Italia e la commissione Unesco premiano sei giovani ricercatrici scientifiche

    Dal 2002 ad oggi 100 giovani scienziate, grazie alla Borsa di studio, hanno potuto portare avanti i loro progetti di ricerca nel nostro Paese

    18 Giugno 2021

    L’Oréal Italia ha annunciato oggi le sei vincitrici dell’edizione italiana del Premio L’Oréal-UNESCO “Per le Donne e la Scienza” alla presenza della Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti.  Anche in questa edizione, sono state assegnate sei borse di studio del valore di 20.000 euro ciascuna ad altrettante ricercatrici under 35, sulla base dell’eccellenza riconosciuta ai loro progetti nei campi delle scienze della vita e della materia. Il bando di questa edizione ha raccolto 320 candidature da tutta Italia

    Le sei ricercatrici premiate e i loro progetti di ricerca

    La giuria, composta da un panel di illustri professori universitari ed esperti scientifici italiani e  presieduta dalla Professoressa Lucia Votano, Dirigente di Ricerca emerita dell’Istituto Nazionale di  Fisica Nucleare, dopo un’attenta valutazione ha selezionato le sei ricercatrici più meritevoli per i loro progetti nel campo delle STEM.   Livia Archibugi  Progetto – Tumore del pancreas: a caccia di meccanismi molecolari che predicano la risposta alla chemioterapia  Istituto ospitante: ospedale San Raffaele (Milano), Centro di Ricerca Clinica e Traslazionale sul Pancreas, Unità di Endoscopia Biliopancreatica ed Ecoendoscopia  Elisa Pellegrini   Progetto – Moria dei canneti e cambiamento climatico: dov’è il collegamento? Istituto ospitante: dipartimento Agro-Alimentare, Ambientale e Animale dell’Università di Udine: Laboratorio di Biochimica del suolo  Letizia De Chiara  Progetto – Cellule poliploidi renali: un nuovo strumento per la prevenzione della malattia renale cronica  Istituto Ospitante: Dipartimento di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche-Università degli Studi di Firenze  Ornella Juliana Piccinni   Progetto – Via con l’onda: rilevamento di oggetti estremi come resti di eventi di onde gravitazionali  nei dati degli interferometri LIGO-Virgo-KAGRA  Istituto Ospitante: Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN)  Natalia Bruno  Progetto – AQTRESS – Atomic Quantum Technologies for Reliable Engineering of Solid State devices  Tecnologie quantistiche atomiche per la progettazione di dispositivi a stato solido Istituto Ospitante: Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-INO) con sede al Polo Scientifico di Sesto Fiorentino, Laboratorio Europeo di Spettroscopia Non lineare (LENS) e Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università degli studi di Firenze.  Lorena Baranda Pellejero  Progetto – Sintesi di molecole funzionali mediata da biomarcatori clinicamente rilevanti attraverso  l’uso di sistemi basati su DNA sintetico  Istituto Ospitante: Università di Roma Tor Vergata, Dipartimento di Scienze Chimiche e Tecnologie, Laboratorio di  Biosensori e Nanomacchine  L’Oréal e UNESCO si impegnano da 23 anni con il progetto “For Women in Science”, il primo premio internazionale dedicato alle donne che operano nel settore scientifico. Dal 1998 a oggi sono state sostenute nel loro percorso di carriera ben 3.600 ricercatrici in 117 Paesi. Cinque di queste scienziate, dopo aver vinto il premio L’Oréal-UNESCO, sono state insignite del premio Nobel: tra loro Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna, vincitrici del Nobel per la Chimica nel 2020.   Francois-Xavier Fenart, Presidente e Amministratore delegato di L’Oréal Italia, commenta: 
    Quest’anno abbiamo tutti avuto una chiara consapevolezza di quanto sia necessaria la ricerca  scientifica. È la scienza infatti che ci ha fornito la risposta per affrontare una pandemia globale che  aveva congelato le nostre vite. È per questo che quest’anno siamo particolarmente orgogliosi di  premiare queste sei giovani ricercatrici, perché possano portare avanti i loro progetti di ricerca in  Italia e perché diventino dei role model, degli esempi da seguire e da emulare, per le loro colleghe  e per tutte le giovani donne e ragazze.
    Enrico Vicenti, Segretario Generale della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, dichiara:
    Katalin Karikó, conosciuta anche come KK, è la biochimica e ricercatrice ungherese che ha dedicato la sua carriera alla messa a punto dell’innovativa terapia genica basata sull’mRNA,  impiegata per il primo vaccino anti COVID-19. È un’ambasciatrice d’eccezione del nostro motto “Il mondo ha bisogno della scienza e la scienza ha bisogno delle donne” oltre che un esempio brillante, per le giovani ricercatrici premiate oggi e nelle precedenti edizioni, e per tutte le donne, di quanto  sia importante il loro contributo per il nostro futuro. 
    L’evento di premiazione e l’open talk tenutosi oggi per condividere e approfondire dati, esperienze e proposte sull’uguaglianza di genere nella ricerca scientifica ha ospitato gli interventi di François Xavier Fenart, Presidente e AD di L’Oréal Italia, di Elena Bonetti, Ministra per le Pari Opportunità e la  Famiglia, di Maria Cristina Messa, Ministra dell’Università e della Ricerca, che ha inviato un video  messaggio, di Enrico Vicenti, Segretario Generale della Commissione Nazionale per l’UNESCO, della  Professoressa Lucia Votano, di Francesca Santoro, Head of the Tissue Electronics Lab IIT, di Linda  Raimondo, studentessa di Fisica all’Università di Torino e divulgatrice scientifica in TV e sui social e di Enrico Bucci, Adjunct Professor, Sbarro Institute-Temple University Department of Biology,  Philadelphia. L’evento è stato moderato dalla giornalista RAI Alma Grandin. LEGGI ANCHE: Podcast marketing: come una startup sta rivoluzionando il settore

    Lo scenario

    Secondo l’ufficio statistico dell’UNESCO, complessivamente le donne rappresentano ancora una  minoranza nell’ambito della ricerca scientifica, costituendo circa un terzo dei ricercatori a livello  mondiale. Se poi andiamo a guardare i riconoscimenti scientifici al talento femminile, il soffitto di  cristallo appare ancora piuttosto spesso. Tra il 1901 e il 2020, ad esempio, meno del 4% dei premi  Nobel – solo 23 – è stato assegnato a donne, considerando solo quelli per la Fisica, la Chimica, la  Fisiologia o la Medicina.   Sono diversi i fattori che ostacolano una donna nell’intraprendere una carriera in ambito scientifico,  dall’autostima e valutazione di sé stessi, ai gusti personali, alla conoscenza e consapevolezza delle  opzioni disponibili a livello accademico.  A questi fattori si vanno ad aggiungere gli stereotipi di genere con una continua rappresentazione di innovatori al maschile. Senza tralasciare che il contributo delle donne nella scienza non riguarda solo il progresso scientifico e sociale, ma anche quello economico: secondo i dati dell’European Institute for Gender Equality (EIGE), colmare la disuguaglianza di genere in ambito STEM in Europa entro il 2050 determinerebbe un incremento del Pil pro capite tra il 2,2% e il 3,3%.

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