Contenuti generati con l’AI: come formare chi li produce e chi li approva
Personal Branding: consigli pratici per iniziare
Come posizionarsi in un mercato e comunicare correttamente i propri valori
24 Gennaio 2022
1. Definire la propria Mission
Proprio come accade per le aziende e i brand, anche i professionisti e le persone hanno una mission: la mission personale è essenziale per la costruzione della propria immagine ed è alla base di una buona strategia di personal branding. Altro elemento da tenere sempre in considerazione è la coerenza nel tempo nei confronti della propria mission.Per costruirla sarebbe opportuno definire o avere un’idea più o meno chiara dei propri punti di forza e di debolezza.Di seguito alcune domande utili per la costruzione della mission: “Quali sono le caratteristiche che mi rendono una persona unica? Perché è bello lavorare o passare del tempo con me? Su quale punto di forza dovrò far leva per emergere dalla massa o per farmi affidare quel lavoro che tanto mi piace?”Per cui, una volta scoperti i propri punti di forza, focalizzarsi su di essi potrebbe essere un buon modo per distinguersi dagli altri ed avere una definizione più profonda di ciò che si può offrire.
È importante avere un’idea delle proprie qualità per poterle comunicare al meglio agli altri con onestà e autenticità, in quanto spesso ci si ritrova a doverle descrivere in pochi minuti: e molte volte l’interlocutore è un recruiter o un potenziale committente!2. Mercato, network e competitor
In questo paragrafo sono racchiusi alcuni elementi importanti del proprio contesto professionale: il mercato stesso in cui si opera, i vari player che gravitano al suo interno e l’insieme dei competitor.Per entrare a far parte di un contesto (es. lavorare e creare una propria nicchia nell’ambito del fashion marketing a Milano) e iniziare a rendere riconoscibile la propria immagine al suo interno, potrebbe essere utile approfondire la conoscenza dello scenario in cui si sta per entrare: “stringere la mano” anche virtualmente agli altri player del settore, scambiare idee con loro e ascoltare le testimonianze di chi ha maggiore esperienza, entrare in contatto con un mentore (e affidarsi anche alla sua opinione) e imparare dal suo successo, scoprire chi sono i competitor e cosa offrono per sapersi differenziare al meglio, seguire personalità e casi virtuosi su blog di settore o piattaforme social.Insomma essere parte di un network e costruire una community all’interno per far accrescere la propria “personal awareness” sia on che offline.Ci sono inoltre altri momenti di condivisione e relazione come eventi, conferenze, corsi di formazione, frequentare uno spazio di co-working e (perché no?!) partecipare ad un aperitivo.3. Essere online…e farlo bene!
Proiettare la propria presenza online è fondamentale per far conoscere ad una platea ancora più ampia il proprio “brand” personale.
Rafforzare la presenza online è un lavoro importante: richiede tempo, forza di volontà ed attenzione. Ma soprattutto una vera strategia di marketing.Il lato positivo però è che si tratta del metodo più efficace per far conoscere ad un enorme pubblico la propria mission e quindi allargare notevolmente il proprio network e rafforzare il posizionamento del brand personale.Dopo aver pensato alla mission, definito i punti di forza e aver studiato approfonditamente il contesto in cui si opera, si può passare all’elaborazione della strategia di marketing digitale: bisogna scegliere gli strumenti giusti ed efficaci. Riassumendo in una frase: gli strumenti in grado di raggiungere il target di riferimento.Si può lavorare sul personal branding in molteplici modi nel mondo digitale:- Aggiornando i profili social personali ed elaborando un piano editoriale
- Partecipando ad eventi in diretta o registrando webinar
- Creando un podcast
- Costruendo un blog o un sito web
- Scrivendo una newsletter periodica da inviare al pubblico
- Attuando una strategia di digital PR e intervenendo su riviste di settore (se e quando possibile).








