YouTube estende il rilevamento del volto contro i deepfake a tutti i maggiorenni
Le aziende hanno capito che devono puntare sulle persone (e renderle felici) per far crescere il business
In un mondo di rumori, i brand cercano la propria voce attraverso clienti soddisfatti, per conquistarne di nuovi
15 Gennaio 2020
- I clienti felici guideranno la crescita del business nel 2020, ecco perché le aziende dovrebbero affidarsi a loro
- Puntare su referral marketing per far crescere la propria azienda in modo semplice ed efficace: i vantaggi di un marketing differente
- Mai sottovalutare il potere del passaparola. I clienti soddisfatti generano altri clienti, sono loro i veri ambassador dei brand
Avete fatto caso a come sia cambiato il tono e il modo delle aziende nel rivolgersi ai consumatori? Sempre più ammiccante, colloquiale, come in una conversazione tra amici.
Ironiche – a volte anche troppo – le aziende sono passate dal presentare semplicemente un oggetto o un servizio, al raccontarcelo. E a raccontarsi. Perché?I cambiamenti, certo, l’evoluzione della pubblicità, e l’ascesa del referral marketing dovuta alla presa di coscienza dell’importanza dell’acquirente, non più spettatore passivo, ma attivo.
Referral marketing: dall’acquisto al passaparola
Chi acquista si fa prima un’idea del prodotto, si informa, legge le opinioni degli altri, e non si affida, come prima, solo alla pubblicità. Abbiamo assistito negli ultimi anni all’ascesa degli influencer, abbiamo visto schiere di ragazzi e ragazze dar ascolto all’opinione di sconosciuti pieni di follower e like, credere più alle loro parole, invece che ai soliti messaggi pubblicitari. Ponendo i clienti al centro delle loro strategie di marketing, i marchi possono trasformarli nei propri ambasciatori. È più facile dare ascolto ai nostri amici, a chi, prima di noi, ha acquistato un prodotto, consigliare a chi ha dei dubbi su cosa comprare e come comprarlo. Il passaparola è una delle pratiche più vecchie del mondo ma è quella che è diventata la più attuale e affidabile di tutte, su cui la maggior parte delle aziende stanno riadattando il proprio modo di comunicare, forti di dati come quello sulle aziende business-to-business che attraverso il referral raggiungono un tasso di conversione superiore del 70% e segnalano un tempo di chiusura delle vendite del 69% più rapido.
Gli americani trascorrono più tempo sui dispositivi mobili che davanti alla TV. Di conseguenza gli inserzionisti hanno implementato la spesa pubblicitaria su questi device.
Cosa vogliono i clienti da un brand?
In un’epoca in cui i consumatori richiedono la fiducia e la trasparenza più che mai, il referral marketing offre una soluzione economica. Il 71% dei consumatori preferisce acquistare dopo aver controllato recensioni, chiedere consiglio sui social media e fare ricerca online. Inoltre, siti, forum con recensioni e consigli di amici, sono considerati migliori rispetto alle sponsorizzazioni di blogger e YouTuber.
La vera esperienza del cliente oggi non è un modello unico per tutti e i marchi devono sempre più operare in un mondo in cui la fiducia dei consumatori è al primo posto e non c’è praticamente tolleranza per gli erroriAfferma Rob Tarkoff, vicepresidente esecutivo e direttore generale di Oracle.
I clienti vogliono identificarsi in un brand e vogliono sentirsi parte di esso, e per ottenere consenso, le aziende devono includere il consumatore sempre di più nei processi interni. Chiedere le loro opinioni, non trattarli come merce. I clienti vogliono essere conquistati, non comprati, e per portarli dalla propria parte bisogna far leva su utenti già fidelizzati, sui clienti felici. I consumatori sono attratti dai marchi che fanno il possibile per offrire esperienze personalizzate e sono disposti a intraprendere azioni decisive quando le loro aspettative non vengono soddisfatte.
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I vantaggi del referral marketing
1. La misurabilità
Un altro vantaggio del referral marketing è la sua misurabilità. Monitorare l’utile sul capitale investito è spesso una grande sfida per i professionisti del marketing. Una costosa campagna pubblicitaria televisiva, per esempio, potrebbe benissimo essere correlata a un aumento degli affari, ma dimostrarne la causa e l’effetto diretti può rimanere pressoché impossibile. Questo può essere un problema quando si cerca di giustificare i costi del progetto per gli stakeholder e ottenere l’approvazione per le campagne. Al contrario, le piattaforme tecnologiche refer-a-friend consentono di misurare, testare e ottimizzare le campagne di referral per migliorare le prestazioni. Non solo possiamo vedere quali nuovi clienti sono arrivati in seguito ai consigli di clienti specifici, ma è possibile capire da cosa sono stati attratti.2. Far parlare del proprio brand
Conversiamo continuamente sui social media, scrolliamo più e più volte la home di Instagram e di Pinterest appuntandoci qua e là consigli di esperti guru di tecnologia, makeup, moda e libri. Le aziende attingono informazioni dai nostri like, e da cosa ne pensiamo. Questa tendenza è particolarmente forte nel settore della moda, del makeup e della skincare. Vi capita mai di parlare quotidianamente di marchi specifici o di alcuni prodotti con amici? Facciamo ricerche continuamente e il referral marketing incentiva le conversazioni tra le persone affinché discutano sui brand, raccomandandoli e attivando, di conseguenza, il passaparola.Si tratta di creare un segmento di clienti e formulare un messaggio. Dopo aver scelto il canale, che siano appunto i social, o anche le mail, basterà buttare l’amo.
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In un mondo dove ogni voce è rumore, emergere dalla massa diventa sempre più complesso e l’aiuto dei clienti è indispensabile.
Danno una mano alle aziende a uscire dal frastuono dei propri competitors e a connettersi con quelli che corrispondono ai loro profili di clienti ideali. Dopotutto, le tendenze del mondo e del marketing sono in continua evoluzione, ma una cosa rimarrà la stessa: ascolteremo sempre i nostri amici più fidati.







