Astra alza l’asticella dell’AI: per le aziende la sfida diventa organizzativa
Un progetto di street art ha celebrato a Londra il centenario del voto alle donne
Murales e paste-up si sono tinti di rosa per celebrare le donne e il loro ruolo nella società
8 Gennaio 2019

Feminists Don’t Wear Pink
Londra, 2018. La città è piena di murales raffiguranti 50 donne straordinarie, in bianco e nero, con un’unica nota di colore, il rosa. Un colore come un altro, che però ha un peso, ha un passato.Etichettato come un colore da femmina, rispecchia in realtà uno stereotipo di genere recente, visto che precedentemente era considerato il colore maschile per eccellenza, essendo più vicino al rosso; al contrario, il blu era visto come un colore più adatto alle donne, poiché una tonalità più delicata.Ma verso la metà del ‘900, a cavallo della seconda guerra mondiale, le cose cominciarono a cambiare, e il rosa fu associato alla femminilità, e soprattutto, fu considerato un colore infantile.Per questo negli anni ’60-’70, le femministe, odiavano tanto questa nuance. La donna non era più l’angelo della casa. Tutto stava cambiando, e le donne forti, dall’inizio dei tempi, ci sono sempre state.Prima delle femministe, prima delle lotte per i diritti, prima del rosa. Il messaggio delle nuove femministe è proprio questo: puoi far valere il tuo essere donna, anche con un completo rosa shocking.LEGGI ANCHE: Le donne Business Angel sono poche e possiedono solo il 9% dei capitali aziendali
Il progetto
Cosa prevede il progetto Feminists Don’t Wear Pink? È un’iniziativa per celebrare il centesimo anniversario dalle prime elezioni in cui le donne, non tutte però, solo le mogli dei capifamiglia con età superiore ai 30 anni, hanno potuto votare nel Regno Unito.50 murales sparsi per Londra, realizzati a cura di Scarlett Curtis, una delle più giovani femministe della generazione Z. Ragazze più consapevoli della loro forza, che vogliono conoscere e far conoscere, la storia delle donne che, prima di loro, indomite, hanno fatto valere i propri diritti.La Curtis è anche curatrice dell’omonimo libro: Feminists Don’t Wear Pink (and other lies), che raccoglie gli aneddoti di donne e della loro relazione con il femminismo. Scritto da 52 donne, il libro esplora cosa significa essere una donna sotto ogni punto di vista.Tra le autrici che hanno fatto parte del progetto, spicca il nome di Alice Wroe, fondatrice del progetto Her Story. Le due giovani attiviste si sono conosciute a New York, per il libro, e Scarlett è rimasta davvero entusiasta per le ricerche condotte da Alice, per tirar fuori più storie possibili riguardo alle donne che, probabilmente, nessuno ha mai sentito nominare, ma che hanno fatto cose straordinarie.Secondo Alice Wroe, è fondamentale utilizzare lo spazio sociale per questi progetti, per esporre le opere sotto gli occhi di tutti, incuriosire i passanti, farli interrogare su chi siano queste donne e perché sono disegnate sui muri delle città, vestite di rosa.LEGGI ANCHE: C’è un movimento globale che insegna alle donne come difendersi dall’odio sul web








