Strategie GEO per non sparire dalle ricerche online
Da Google a Coca-Cola, così i grandi marchi diventano (anche) fashion brand
La scelta di un marchio è la scorciatoia che adottiamo per esprimere noi stessi. Potrebbe non piacerci ammetterlo ma è così
9 Gennaio 2018
Negli ultimi mesi abbiamo già assistito alla collaborazione tra Coca-Cola e Hype e quella tra il brand di gelati neyorkese Mikey Likes It con Ewing Athletics. Ma la corsa al merhandising sta velocemente contagiando anche marchi meno noti.
Per i brand del food & beverage attingere all’audience dello streetwear è una formula immediata per rinnovare la loro rilevanza, e la novità di una collaborazione inaspettata risponde ad una “sete” d’esperienza che i brand monodimensionali non potrebbero soddisfare altrimenti.
Brand Hi-Tech, i nuovi influencer culturali
La Silicon Valley non è più solo la Terra Promessa per smanettoni che sognano di entrare nei primi posti delle classifiche annuali di Forbes; i brand tecnologici stanno cambiando non solo il mondo ma la cultura e orientando i nostri gusti.LEGGI ANCHE: Il revisionismo ai tempi dello storytelling e le scelte dei brand sugli errori del passato.A dimostrazione di questa tesi, se hai più di 25 anni, potrebbe sorprenderti come “quelli della Generazione Z” pensino che la t-shirt nella foto qui sotto sia molto bella.
Non potrai negare che i giganti dell’hi-tech siano le nuove rockstar, i nuovi veri influencer culturali, quindi perché non essere anche i nuovi Key Opinion Leader?Tutto molto bello e se vogliamo facile fino a qui. Ma se non sei Elon Musk e il tuo core business invece di supercar che farebbero invidia a Darth Vader è il pollo fritto? Nemmeno questo è più un ostacolo verso il successo nel fashion business.In questo i maestri sono quelli del team di KFC, che sono riusciti a trasformare in “desiderabile” qualcosa che di per sé molti trovano repellente.
Guarda queste calze; se le ascolti sembrano dirti: “Sappiamo di essere infinitamente trash. E sappiamo che ci vuoi”.Sì, non so bene quale sarebbe l’occasione giusta per mostrale ma io le voglio.Cool vs Looser: cosa conquisterà la generazione z?
Come potranno vincere i brand l’approvazione dei nativi digitali? Quando le magliette della catena di supermercati di prossimità diventeranno il must have di Instagram?Non è facile da dire, la linea di demarcazione tra “sei così trash da diventare figo” e “non lo sei abbastanza” è molto sottile. Al centro tra i due poli una vera condanna a morte.
Che generazione affascinante da abbagliare!Qualche anno fa, anche Socrate aveva qualche idea sulle sua Generation Z:«La nostra gioventù ama il lusso, è maleducata, se ne infischia dell’autorità e non ha nessun rispetto per gli anziani. I ragazzi d’oggi sono tiranni. Non si alzano in piedi quando un anziano entra in un ambiente, rispondono male ai loro genitori…».Il concetto di abbondanza è molto cambiato nel corso degli anni, ma noi no. Usiamo ancora i brand come un distintivo che offra una visione di noi che rispecchi creatività, novità ed esperienza. Vogliamo identificarci, essere parte di un gruppo, di un movimento che determini la nostra lealtà non acquirenti passivi di brand che possano tradire le nostre aspettative, trasformandoci in billboard con le gambe.In un’epoca in cui l’ascesa del digitale e della praticità sta spingendo brand e consumatori a distanziarsi ulteriormente, la moda è un’opportunità per ricucirli insieme. 







