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Week in Social: nuove regole per i partner YouTube, Instagram dice se fai screenshot alle stories, e poi…
Tutti gli aggiornamenti e le novità dal mondo dei Social Network nella Ninja rubrica più attesa della settimana. Youtube, Facebook, Instagram e Snapchat in primo piano
9 Febbraio 2018
YouTube
Nel tentativo di aumentare la propria Brand Safety, Yotube ha recentemente diramato un importante comunicato stampa in cui asseriva che non pubblicherà più annunci sponsorizzati a meno che i singoli canali non abbiano accumulato 1000 follower e 4000 ore di visualizzazioni totali negli ultimi 12 mesi.YouTube sostiene che questi nuovi standard influenzeranno i canali che fanno parte del Programma Partner Youtube (YPP) a partire dal 20 febbraio. Ai canali che verranno rimossi da YPP verrà comunque corrisposto ciò che hanno guadagnato in base alle politiche AdSense della società. Avranno inoltre la possibilità di essere inseriti nuovamente nel programma una volta raggiunta la nuova soglia e previo un processo di valutazione da parte del social di contenuti video più famoso al mondo.
Dopo aver affrontato una miriade di sfide nel 2017, YouTube spiega che la nuova politica nasce dalla necessità pressante e necessaria di “requisiti giusti e segnali migliori per identificare i canali che si sono guadagnati il diritto di pubblicare annunci”. La nuova soglia tiene conto del coinvolgimento (non solo delle visualizzazioni totali) e di segnali come spam e altri flag di abuso.In questo modo il processo di moderazione di YouTube diventa significativamente più gestibile, consentendo di concentrarsi sul “premiare coloro che creano contenuti accattivanti” ed eliminare i “cattivi attori e spammer” che cercano di imbrogliare il sistema.Allo stesso tempo, gli inserzionisti sono anche protetti dall’avere i loro marchi associati a video di dubbia veridicità o provenienza. Nonostante questo, come evidenziato dalla recente controversia che circonda Logan Paul- uno degli youtuber più famosi sulla piattaforma- la Brand Safety di Youtube pare essere un obiettivo inafferrabile.Al proposito Luca LaMesa, top teacher di Ninja Academy, ci dice la sua opinione: “Mi aspetto che questa sia la prima di una serie di nuove modalità per garantire agli inserzionisti degli standard sempre più alti e certi. Negli ultimi mesi YouTube ha vissuto diversi casi delicati e tutto ciò che può migliorare la qualità dei contenuti e la certezza degli investimenti pubblicitari e della Brand Safety può solo essere positivo.”.
“La ricerca suggerisce che la lettura delle notizie locali sia direttamente correlata all’impegno civico. Se potessimo abbassare la temperatura sui problemi più divergenti e concentrarci invece su questioni locali concrete, faremmo tutti più progressi insieme”.ha dichiarato il CEO Mark Zuckerberg in un post separato.In che modo Facebook identificherà il contenuto locale da potenziare? Secondo il post del blog, le notizie “cliccate dai lettori in un’area geografica ristretta” saranno messe più in alto nel feed delle notizie. Inoltre, i contenuti di una determinata fonte o editore potrebbero subire un aumento della reach se un utente o un amico di un utente lo segue o condivide una storia da un punto vendita o da un profilo.In altre parole, Facebook spera che questa decisione non solo rafforzi la sua comunità online, ma che l’impatto si farà sentire anche nelle comunità del mondo reale.Per i marketers invece, la decisione si tradurrà in investimenti più mirati e in strategie alternative per raggiungere gli obiettivi prefissati.Anche qui, Luca La Mesa ci offre un punto di vista dedicato: “Tutti i recenti cambiamenti dell’algoritmo di Facebook sono ruotati intorno al concetto di comunità e quando ciò impatta anche le pagine bisognerà comprendere come verrà concretamente declinato. All’interno del Social Media LIVE Program abbiamo attivato un osservatorio per monitorare un eventuale aumento di contenuti locali e quanto ciò sarà visibile a tutti noi”.
Snapchat
Giovedì, Snapchat ha aperto SnapStore, una sezione all’interno dell’app per le persone che acquistano i prodotti Snapchat, come cappelli, felpe e addirittura una versione di peluche del suo celebre “hot dog danzante”. Non è chiaro per quanto tempo l’attuale linea di prodotti sarà disponibile per la vendita, ma secondo SnapStore, nuovi aggiornamenti arriveranno nelle prossime settimane.SnapStore quindi potrebbe diventare la versione Snapchat di Google Shopping o del Marketplace di Facebook. In futuro SnapStore potrebbe aprire a marchi esterni, compresi quelli promossi tramite Snap Ads nella sua app, e ritagliarsi una percentuale dalle vendite risultanti. E come Google, Facebook e Amazon, potrebbe vendere spazi pubblicitari in modo che i venditori possano avere una migliore e più ampia possibilità per i loro prodotti.
Per ora Snapchat non sembra particolarmente propenso a lasciarsi tentare da questa opzione ma di certo ha un altro asso nella manica: ricavare profitto dai dati forniti su SnapStore. Quando le persone acquistano qualcosa tramite SnapStore, sono tenuti a fornire i dati della carta di credito, l’indirizzo di fatturazione e l’indirizzo di spedizione.Nel migliore dei casi, Snapchat potrebbe utilizzare le informazioni della carta di credito per targhettizzare il pubblico con annunci basati sulla cronologia degli acquisti o per tenere traccia degli annunci che vengono visualizzati nell’app e degli acquisti effettuati fuori da essa.Tuttavia, gli indirizzi di fatturazione e spedizione potrebbero aiutare Snapchat a concretizzare ulteriormente il targeting degli annunci basato sulla posizione e consentire inoltre ai brand di impostare gli annunci in base agli indirizzi delle persone, incluse quelle che condividono lo stesso indirizzo.Il principale concorrente di Snapchat, Facebook, offre già il targeting basato sull’indirizzo, avvicinandosi ulteriormente al concetto di target a livello famigliare.
Ancora Luca La Mesa: “Il vero valore aggiunto di simili strategie è quello di riuscire ad “attivare” gli utenti facendoli diventare “clienti” ottenendo l’accesso al loro metodo di pagamento preferito. La stessa Facebook, all’interno del suo Marketplace, ancora non offre la possibilità di acquisto diretto e Snapchat potrebbe provare ad accorciare le distanze implementando per prima la funzionalità di acquisto dentro la piattaforma. Pensate quanto spesso compriamo su Amazon per la facilità di scegliere i prodotti e confermare con un click. Il futuro sarà sempre più in quella direzione e chi avrà reso più facile il processo di acquisto avrà un buon vantaggio competitivo verso le altre piattaforme.”









