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3 innovazioni di Internet of Things che stanno cambiando l’industria (e il marketing) del vino
Dai sensori per rilevare temperatura della cantina e crescita della vigna, fino a quelli per individuare le preferenze dei consumatori, ecco come la tecnologia sta cambiando il settore vitivinicolo
26 Novembre 2018

La tecnologia IoT in vigna
Il lavoro in vigna prevede tante operazioni diverse da effettuare nel corso dell’anno in base alle stagioni e al ciclo di sviluppo della vite. Fino a qualche tempo fa, il tracciamento e la raccolta dei dati del lavoro di viticoltura si facevano solo manualmente. Si tratta di attività che comportano l’impiego di molto tempo e molte risorse, spesso con risultati non troppo soddisfacenti.Per esempio, può essere difficile essere efficienti quando si tratta di monitorare lo stato idrico dei vigneti, o avere dati in tempo reale sulla crescita delle piante o sulla presenza di insetti dannosi.Oggi, l’IoT interviene a sostegno dei produttori, perché dà la possibilità di gestire i dati in maniera veloce, precisa, semplice ed efficiente. I protagonisti di questa innovazione sono i sensori wireless, che permettono di rilevare e registrare parametri importanti delle piante e del terreno, e perciò di monitorare continuamente le condizioni di salute della vigna. Solitamente, i dati sono immagazzinati in cloud, e ciò rende molto più facile di un tempo gestire anche vigneti dispersi sul territorio e lontani dalla cantina o dalla sede operativa.
Fra le tecnologie più interessanti c’è VitiCanopy, una app sviluppata dall’università di Adelaide, in Australia. L’applicazione permette di tenere sotto controllo la crescita del fogliame, e di intervenire tempestivamente per sfoltire, se necessario. Infatti, le foglie sottraggono nutrimento alle uve, e possono pregiudicare la qualità finale dei frutti e dunque del vino.Per raccogliere i dati con VitiCanopy basta scattare delle foto con uno smartphone. L’app è anche capace di fare valutazioni automatiche, e indica se il fogliame deve essere tagliato o meno.In Spagna, la cantina Emilio Moro ha implementato da poco una soluzione chiamata Sensing4Farming. La tecnologia prevede l’istallazione in vigna di una rete di sensori che misurano l’umidità, la temperatura e la conduttività del terreno. I dati dei sensori sono integrati da immagini satellitari multi-spettrali e ad alta risoluzione, scattate durante tutto il ciclo vegetativo delle viti.Anche in Germania la fantascienza è ormai diventata realtà grazie a TracoVino. Si tratta di una soluzione IoT che invia all’enologo avvisi e analisi che lo aiutano a determinare le tempistiche ottimali per effettuare diverse attività di routine in vigna.Altri esempi di cantine che usano l’IoT in vigna sono la libanese Chateau Kefraya e la canadese Henry of Pelham. Quest’ultima usa un sistema che interviene prontamente in caso di temperature basse, comandando l’accensione di ventilatori antigelo posti fra i filari.LEGGI ANCHE: 3 elementi che non dovrebbero mancare nel tuo eCommerce se vendi Food & Wine
La gestione della cantina con l’Internet delle Cose
Anche i lavori in cantina possono trarre beneficio dall’IoT. Grazie a queste tecnologie, gli enologi e i cantinieri possono intervenire tempestivamente nei processi produttivi, correggere parametri e risolvere o prevenire eventuali problemi.Vinidea sta sviluppando un sistema che permette di fare controlli analitici più frequenti. I dati grezzi, raccolti a partire dallo spettro infrarosso del vino, sono inviati al cloud e resi disponibili ai tecnici in tempo reale.Come in vigna, anche in cantina i sensori sono molto utili. Per esempio, si usano per monitorare la temperatura nelle vasche di fermentazione o di maturazione.Non pensare però che l’IoT abbia sostituito la mano e la testa umane. Se infatti è vero che queste tecnologie permettono di raccogliere tanti dati in tempi brevi, in maniera costante e precisa, e spesso includono anche avanzate funzioni di elaborazione, è anche vero che l’ultima parola è pur sempre quella dei tecnici vitivinicoli e dei produttori. Infatti, fare vino è un’attività complessa che lascia ampio spazio ai gusti personali e a scelte poco meccanizzabili.Comunque, le tecnologie basate sull’IoT possono avere un impatto importante anche a livello di marketing e comunicazione. Per esempio, permettono di tracciare e di certificare in modo chiaro ed efficace le varie fasi di produzione. Perciò possono contribuire alla costruzione di una brand identity distintiva, e a ridurre il rischio ‘commodity’ (prodotto che compete solo in termini di prezzo, perché privo di un’identità riconoscibile).Oppure l’IoT si può sfruttare per conoscere il comportamento e le preferenze dei consumatori, e così proporre un’offerta sempre più efficiente e in target. Per esempio, il gruppo spagnolo San Miguel usa già delle spine ‘connesse’ attraverso le quali monitora la vendita delle sue birre Mahou. Non è difficile immaginare applicazioni simili per il mercato del vino.








