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Miiverse chiude. Breve storia del social di Nintendo che nessuno conosceva
Titoli di coda per Miiverse, il social network naïf di Nintendo. Ecco tutto quello che (non) ci siamo persi in questi 5 anni
24 Ottobre 2017
Quando è nato Miiverse
Nato sul finire del 2012 in concomitanza con il lancio di WiiU, console decisamente più sfortunata del suo predecessore, Miiverse è uno strambo social network tutto basato sul concetto di comunità. Anzitutto, quella tra “amici”, raccolti in un’apposita lista per avere sempre a portata di pennino gli utenti più cari. E poi quella tra giocatori, divisa tra canali tematici in base al videogame di riferimento o alla “Developer Room”, particolare canale dove i creatori di un gioco raccontano suggerimenti, consigli e perché no, dietro le quinte delle loro creazioni.
Commentare è semplice: basta tasteggiare le lettere che appaiono sugli schermi touch di WiiU e 3DS, postare screenshot o, per i più artistici, creare magnifici disegni per esprimere ciò che si pensa su quel determinato gioco o argomento. A ben cinque anni di distanza dal lancio, sono ancora numerosi siti, forum e piattaforme dove le creazioni più meritevoli vengono raccolte e ripubblicate, per la gioia dei loro creatori e l’invidia di chi a malapena riesce a tracciare una linea dritta.Un social su misura di community
Data la sua audience composta anche da giovanissimi, Miiverse è sempre stato molto attento al mantenimento di un ambiente quantomai sicuro per gli utenti più piccoli. Forse un po’ troppo, come testimoniano alcuni casi di censura che fanno quasi sorridere per la loro severità. O forse troppo poco, con utenti in grado di aggirare i sistemi automatici con la solita fantasia che solo i peggiori troll internettiani sanno sfoggiare. Niente più né meno di quanto accade in ogni social network, comunque: la mamma dei cretini è sempre incinta e i suoi figli sembrano amare qualsiasi spazio web senza distinzione alcuna. C’è chi, ad esempio, è stato così stoico – o stupido – da farsi bannare per ben quaranta volte.

L’annuncio della fine
Ed è proprio anche a causa dello scarso successo di WiiU e del cambio di rottura probabilmente voluto da Nintendo che Miiverse non è sbarcato su Switch, nuova console del colosso nipponico. Scelta che ha decretato, con un annuncio secco ma doloroso per i suoi abitanti, l’imminente chiusura di Miiverse il 7 di novembre. Tra pochissimi giorni. Da quella data sarà impossibile accedere al sistema e i giochi di WiiU, senza i post e i disegni dell’utenza a fare capolino, sembreranno tutti un po’ più tristi e spogli. Altri giochi invece, che utilizzavano il Miiverse anche per altre funzioni aggiuntive come la creazione di livelli creati dagli utenti, si troveranno orfani di funzioni importanti. Nell’epoca in cui i videogame non sono più “prodotti finiti” ma veri e propri servizi che si sviluppano nel tempo, questo è un epilogo possibile e a tratti inevitabile.









