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Digital Detox, le lezioni che puoi imparare viaggiando da solo
Un taglio alla routine per cambiare sguardo e stimolare la creatività in giro per Valencia
31 Gennaio 2019

1. Ritrovare se stessi
La priorità era rivedere l’orizzonte e perdermi con lo sguardo tra le onde e, benché fossero passati 12 anni dall’unico viaggio in solitaria che avessi fatto (il meraviglioso cammino di Santiago), ho pensato che non sarebbe stato un dramma andare per qualche giorno in Spagna da sola: di giorno avrei girato, mi sarei persa per le strade della città alla scoperta di una cultura diversa e la sera me ne sarei stata a casa a lavorare.Ho lasciato il freddo bolognese e mi sono catapultata in un cielo azzurro con un clima primaverile.LEGGI ANCHE: Siamo stati al Vitra Campus e vi raccontiamo il nostro viaggio nel mondo del design
La Spagna sa sempre accogliere e non ha bisogno di alcuna etichetta figa per dare dignità alle persone; mi ha sempre affascinato la mancanza di stress che pervade quella terra o almeno questa è sempre stata la mia esperienza ogni volta che ci ho messo piede.
Molti guru della comunicazione (e non) predicano l’importanza del viaggio, come il designer Stefan Sagmeister che addirittura ogni sette anni chiude il suo studio per un anno e viaggia per cercare nuovi stimoli, per rilassarsi, per acquisire nuovi punti di vista.Una cosa è certa: non si torna mai come si è partiti.
Potete sentirvi liberi di condividere il viaggio con i vostri amici, sui vostri social e raccontarlo strada facendo, o come me, dirlo a pochi e non pubblicare nulla, perché è anche dalle notifiche che necessitavo un detox!2. Migliorare le proprie skill
Ci sono numerosissimi studi su quanto faccia bene il viaggio: aumenta l’autostima, migliora le relazioni personali (il contatto con una popolazione straniera potenzia la flessibilità cognitiva), rende più bravi nel problem solving (lo ha dimostrato uno studio su studenti che vivono all’estero pubblicato sul “Journal of Personality and Social Psychology”), aumenta la tolleranza e diminuisce i pregiudizi razziali, favorisce i cambiamenti (spezza la routine e ci fanno esaminare le nostre abitudini), regola il livello di dopamina nel cervello (rendendoci felici) e non per ultimo dà sfogo alla nostra curiosità.Ho adorato perdermi per le strade del centro storico, fermandomi a curiosare aldilà dei portoni, dei negozi, della street art e inoltre mi sono resa conto di quanto pullulasse di musei e di quanto qui in Italia vorrei frequentarli di più.LEGGI ANCHE: I giovani usano sempre di più Instagram per scegliere le mete dei loro viaggi (e postare le foto)
3. Rigenerarsi e ritrovare energia
Ho camminato tantissimo, mi ero quasi dimenticata di quanto facesse bene al cervello, ho pensato che voglio continuare a farlo e ho riflettuto sulle abitudini: creare nuove abitudini significa uscire dalla zona di comfort e uscire dalla zona di comfort porta sempre a vivere nuove situazioni da cui trarre nuovi insegnamenti.
Quando viaggi da sola puoi scegliere di tacere per un giorno intero o fermarti a parlare appena ne hai occasione e questa libertà ti dà la scelta di poter essere chi vuoi per qualche giorno, reinventarti, giocare con te stessa o magari conoscere nuovi aspetti di te.LEGGI ANCHE: Digital Detox: come resistere alle distrazioni dell’era digitale
4. Riallineare le priorità
Osservare il panorama dall’alto delle torri mi ha fatto pensare alla saggezza degli antichi Greci e Romani che consideravano una terapia salire in cima ai colli per guardare il panorama, una cura per l’anima. Non a caso infatti i monasteri e i santuari venivano costruiti in cima a colline e montagne, così che gli uomini potessero contemplare gli spazi sconfinati che li circondavano.Sentirsi piccoli davanti a spazi infiniti, rimpicciolisce dubbi, paure e tormenti, finché riusciamo a non percepirli più.








