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Inter, il nuovo logo e l’appeal per le nuove generazioni
Minimal, innovativo, elegante. Cosa significa per un'azienda il restyling della propria identità visiva? L'intervista Ninja a Luca Danovaro, Chief Marketing Inter
30 Marzo 2021
“Perché un club, un brand, si dedica al restyling o cambia la propria visual identity? Perché i brand hanno sempre bisogno di evolversi. Un’evoluzione che va di pari passo con i propri fan, con la volontà di connettersi ai mondi nuovi, con l’obiettivo diventare più globale”, esordisce Luca Danovaro, Chief Marketing Officer dell’Inter.Un percorso delicato, lento, durato circa 3 anni, durante i quali il Club si è imposto tra i leader di intrattenimento digitale.“Siamo partiti rivedendo in chiave più moderna i nostri valori, abbiamo cambiato il nostro modo di dialogare e commentare, con un tone of voice molto più definito, più distinto, che ci ha permesso di avvicinarci alle nuove generazioni – sottolinea Danovaro – Diverse sono state le tappe di questo iter. Il lancio di oggi della nuova identità visiva del Club, del nostro nuovo logo, è per noi una proiezione verso il futuro. È stato un lavoro molto professionale, bilanciato, perché il brand è il Dna di un Club, di un’azienda. Sintetizza quel legame tra business e passione. Per una squadra di calcio, poi, i colori sono determinati, perché racchiudono ricordi, gioie, aggregazione. Desideravamo che questa evoluzione celebrasse la passione di milioni di fan nel mondo in 113 anni di storia, e in contemporanea volevamo collegarci agli elementi culturali, di design, di moda di Milano. Terzo elemento, comunicare con colori e linguaggi più collegati alle generazioni future”.
Minimal, innovativo, aperto ad una platea globale
Dal primo stemma disegnato nel 1908 da Giorgio Muggiani, evolutosi nel tempo fino a quello di oggi, creato da Bureau Borsche: una rivisitazione moderna dello storico simbolo del Club, in una veste più leggera e minimale, in continuità con la versione originaria, ma più adatto ad integrarsi nell’era dell’intrattenimento. Il focus è sulle lettere I e M, mantenute nella disposizione ideata da Muggiani e coronate dal classico doppio cerchio, come da tradizione nerazzurra. Il lettering si alleggerisce, scompaiono le lettere F e C dall’immagine grafica, ma persistono nel nome e del Club, FC Internazionale Milano. I colori rimangono quelli scelti nella notte del 9 marzo 1908, resi più vibranti. Un “brand Inter”, quindi, riconoscibile per i tifosi, ma aperto ad un’audience più ampia.
Il restyling di un brand: cosa significa per un’azienda?
E’ un momento cruciale, per un’azienda, il cambio di un logo, in cui si riconosce l’immaginario collettivo, in particolare nell’universo calcistico, in cui tifosi e città si riconoscono. La necessità, quindi, di non creare disillusione, ma coinvolgimento.“I tifosi stanno reagendo bene, si percepisce un sentiment positivo – afferma il Chief Marketing Officer dell’Inter – Nel rispetto della tradizione e nello sviluppo del logo abbiamo chiesto feedback ai tifosi veri, ai nostri giocatori, alle nostre legend. Abbiamo voluto rispettare fortemente la passione, come nei colori vivaci, l’azzurro più vibrante, acceso, dinamico, facile da riconoscere nei device digitali attraverso cui fruiamo il calcio e non solo. Legati alla tradizione, alle due lettere I ed M, semplificate da 4 a 2, molto più semplice da riconoscere, ma soprattutto perchè rappresentano la nostra essenza, perché l’Inter incarna in sé i valori della città, ovvero lo spirito internazionale, la propensione all’innovazione e al mutamento continuo”.








