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Da Gucci a FCA, quali sono stati i brand italiani che hanno riconvertito la produzione durante l’emergenza
Da Fendi a Calzedonia, da Menarini a Bacardi, fino a Ferrari: tutti i brand italiani che hanno trasformato la propria attività durante il Coronavirus
5 Maggio 2020
- Tanti brand si sono ritrovati, a seguito della pandemia da Coronavirus, a dover riconvertire la propria attività producendo mascherine, camici e gel igienizzanti;
- Circa 180 aziende italiane del settore moda (ma non solo) si sono unite e hanno creato delle filiere per aiutare il personale sanitario.
Il settore fashion: da Fendi a Calzedonia
Sono state circa 180 le aziende italiane della moda che si sono unite ed hanno creato due filiere per produrre ben 2 milioni di mascherine al giorno, per la maggior parte pro bono. Grandi brand come Fendi, Gucci, Armani, Valentino e Ferragamo hanno riconvertito – almeno in parte – la propria produzione, per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.
La casa di moda Ermanno Scervino ha acquisito a pieno la modalità di lavoro in smart working per i propri dipendenti e gli ha chiesto di realizzare mascherine da destinare alle aziende sanitarie della Toscana. Ogni giorno, alcuni addetti consegnano alle sarte di Scervino il cosiddetto “tessuto non tessuto” per realizzare le mascherine e ritirano i prodotti già confezionati.Ancora, Prada ha realizzato 80 mila camici e 110 mila mascherine. Gucci ha donato 1 milione e 100 mila mascherine chirurgiche e 55 mila camici alla Regione Toscana. E Giorgio Armani, dopo aver donato 2 milioni di euro agli ospedali, ha convertito tutti i propri stabilimenti produttivi per realizzare camici monouso per gli operatori sanitari. Anche Calzedonia ha riconvertito la propria produzione e formato il proprio personale per realizzare materiale monouso da donare a chi lavora in trincea contro il Covid-19.LEGGI ANCHE: La campagna di Heineken “Ode to close” è un inno alla vicinanza responsabileDa Menarini a #RaiseYourSpirits di Bacardi
Non soltanto camici e mascherine, ma anche gel igienizzanti e prodotti disinfettanti per ambienti. Ad occuparsene, ai tempi del Covid, sono state tantissime aziende italiane che hanno – in parte o completamente – riconvertito la propria produzione e aiutato tantissime persone e strutture.Il colosso farmaceutico Menarini ha deciso di produrre 5 tonnellate di gel disinfettante a settimana da donare agli ospedali. Bulgari ha prodotto gel disinfettante per un totale di 6000 pezzi al giorno, 200.000 pezzi in circa due mesi.E ancora, L’Erbolario e l’azienda Davines di Parma hanno lavorato per produrre e consegnare enormi quantità di gel e disinfettanti per ospedali e strutture sanitarie.Tra i tanti, Bacardi si è distinto non solo per aver utilizzato il suo alcol per realizzare gel disinfettanti, ma anche per l’iniziativa #RaiseYourSpirits attraverso la quale ha messo a disposizione dei membri della comunità dei bartender di tutta l’Europa occidentale 1,5 milioni di euro. LEGGI ANCHE: 5 business colpiti dal Coronavirus e 5 che potrebbero guadagnarci
Ma sono ancora tantissime le piccole e grandi aziende e le industrie che si sono messe alla prova e hanno dato una mano ad un’Italia fortemente provata dall’emergenza sanitaria. Gli ingegneri di FCA e Ferrari, ad esempio, stanno collaborando con l’azienda Siare Engineering – una delle poche produttrici di respiratori – per aiutarli ad aumentare la produttività.Ancora, industrie tessili come Confindustria Moda e Bc Boncar che hanno intercettato i materiali idonei alla realizzazione di camici e mascherine e hanno cominciato a produrne per dare una mano alla comunità.C’è poi il caso di Apulia Stretch che ha sperimentato un nuovo tessuto idrorepellente all’esterno e idrofobico all’interno, molto simile al “tessuto non tessuto” (Tnt) che sarà distribuito alle sartorie e utilizzato per produrre mascherine.Insomma, esiste un’Italia che davvero non si ferma e non lascia solo chi ne ha bisogno. Sono i brand conosciuti in tutto il mondo per l’alta qualità delle proprie produzioni e il grande cuore che mettono nel proprio lavoro, anche quello che prescinde la quotidianità. 







