Le competenze che un marketer dovrebbe aggiornare prima di settembre
Quando la CX, non basta più: come progettare la Connected Experience di domani?
Il prossimo 20 febbraio a Milano, al Modern Customer eXperience, per scoprire come si gestisce e si ottimizza la CX di domani
7 Febbraio 2019

La rilevanza strategica della Customer eXperience per i business di successo
La CX è infatti pervasiva, coinvolge in prima persona tutti gli executive e (paradossalmente) “nasce” dall’interno dell’azienda, poiché abilitata da dipendenti e collaboratori aziendali felici del proprio lavoro. Media e osservatori di analisi privilegiati come Forbes e Forrester hanno menzionando la Customer eXperience tra le principali priorità aziendali anche di quest’anno: una CX ormai matura, pronta finalmente a sbocciare pienamente.Citando proprio Forrester, CX remains under fire. Ma basta solo dare un’occhiata al trend di ricerche del termine “customer experience” a livello globale, per comprendere l’elevato interesse verso la corretta progettazione e gestione di esperienze memorabili verso i clienti – sempre più veri e propri business partner.
Dai prodotti sostituibili, alle esperienze memorabili
Le ragioni di tale pervasività e della rilevanza del CX design all’interno delle aziende di qualsiasi dimensione, possono essere trovate già nei primi studi a opera di Joseph Pine II e James Gilmore, già autori del best seller internazionale “The Experience Economy” e tra i principali analisti dell’Experience Economy.Con questa etichetta si intende una nuova fase della dinamica di generazione di valore economico, nonché una nuova era del marketing (digitale, ma non solo) in cui è cruciale la progettazione, creazione e gestione di esperienze, le quali differiscono nettamente dai prodotti, dai servizi e dalle commodity.Dove le commodity sono fungibili, i beni tangibili e i servizi intangibili, le esperienze sono memorabili.
Il valore delle esperienze deriva dall’integrazione tra la loro intensità così come viene percepita dagli individui che la vivono e la sensazione di magia e incanto associati.L’attuale arena competitiva è popolata da organizzazioni e marche che riescono a organizzare le esperienze migliori “accattivandosi” la testa e (soprattutto) il cuore delle persone, evitando così il circolo vizioso della guerra dei prezzi e ampliando la “potenza di fuoco” dei brand. In altre parole, la competizione sul piano delle esperienze è sempre più accesa.Un esempio eccellente? Red Bull, capace addirittura di sviluppare al proprio interno una media house a supporto.La vera magia nella strategia di Red Bull sta nel fatto che l’azienda può vendere qualunque cosa desideri. Essa è caratterizzata da una marca talmente forte e da un legame talmente stretto con i propri pubblici che se cominciasse a vendere vestiti, tavole da surf o addirittura biciclette, avrebbe probabilmente successo.
Tutto parte dal benchmarking esperienziale
Mauro Ferraresi, docente IULM e importante sociologo italiano, e Bernd Schmitt, autore e consulente internazionale, hanno scritto un secondo testo per comprendere a fondo l’economia dell’esperienza e la Customer eXperience: si tratta di “Marketing Esperienziale”, in cui è sviluppato un concetto fondamentale per progettare Customer eXperience rilevanti ed efficaci.Si tratta del benchmarking esperienziale, l’attività che marche e aziende devono (o meglio, dovrebbero) fare in modo continuativo al fine di mappare e analizzare le esperienze offerte da parte di tre diverse tipologie di concorrenti:- concorrenti diretti – aziende della stessa industria e/o categoria. Nel caso di Red Bull, Coca Cola.
- Nuovi entranti sul mercato – la loro necessità di emergere in breve tempo porta spesso tali realtà a proporre soluzioni esperienziali ben differenti di rottura rispetto agli standard. Penso a Uber Health, soluzione a marchio Uber lanciata solo pochi mesi fa che si appresta a rivoluzionare una parte del mondo healthcare.
- Attori esterni al proprio settore – la fonte di ispirazione spesso più potente ed efficace, capace di stimolare la creatività e il pensiero laterale del (sempre attento) Chief Experience Officer.
È interessante notare come le dimensioni che sono al centro del Core of Disruption sono tutti centrati sui Dati (Identity, Geo Location, Data, Cloud), questo deve portare a riflettere sul fatto che ancora troppo spesso il loro valore, la capacità di usarli realmente per le decisioni strategiche del business, così come per regolare e determinare la relazione con il cliente finale del Brand non sia completamente compreso ed espresso.







