Consumer Vision di Dentsu: le 4 forze che plasmeranno il futuro del business
20 Maggio 2026 - 4 minuti
18 Luglio 2019
Facebook Study non rappresenta una vera e propria novità, poiché già in passato Facebook aveva lanciato una simile iniziativa con Facebook Research che era però finito nella bufera perché troppo aggressivo nella raccolta dei dati e aveva permesso l’accesso anche ai minorenni a partire dai tredici anni di età.Il lancio di Study sostanzialmente dimostra sia che Facebook ha ancora bisogno dei dati di utilizzo degli smartphone da parte degli utenti sia che, rispetto all’ultimo tentativo realizzato con Research, ha imparato la lezione dopo le numerose polemiche. Infatti questo studio sarà possibile solo su persone maggiorenni dai 18 anni in su e solo su dispositivi Android.
Secondo quanto dichiarato, non verranno registrati dati identificativi dell’utente, password e contenuti condivisi inclusi i messaggi. Facebook ha inoltre previsto un compenso economico per tutti gli utenti coinvolti nel monitoraggio, anche se ancora non sono chiare le cifre di questo compenso. Al momento il programma partirà esclusivamente negli Stati Uniti e in India.Altro requisito necessario per far parte del programma di monitoraggio sarà quello di essere possedere un account PayPal sul quale Facebook si occuperà di versare il compenso dovuto.La società di Menlo Park ha inoltre specificato che i dati che saranno raccolti da queste indagini di mercato non verranno venduti a terze parti e né utilizzati per il targeting delle pubblicità verso i soggetti analizzati.Il lancio di questa nuova applicazione di monitoraggio mostra come Facebook abbia come principale priorità la raccolta di dati sulle abitudini digitali degli utenti.A 15 anni dalla sua nascita il social non vuole perdere il contatto con ciò che le future generazioni si aspettano dai propri smartphone. Per questo piuttosto che studiare semplicemente come gli utenti utilizzano il social network, vuole entrare più in profondità negli usi quotidiani degli smartphone in modo da avere un forte vantaggio sulla concorrenza.Il motto del social network più utilizzato al mondo recita “è gratis e lo sarà sempre”, anche se in realtà finora gli utenti hanno pagato cedendo informazioni e preferenze; questa volta, invece, con Facebook Study si ribaltano le parti e sarà Facebook che pagherà per avere l’autorizzazione a conoscere (e a usare) le abitudini degli utenti digitali.Resta forte la curiosità di vedere se quest’app avrà successo e soprattutto a cosa serviranno davvero i dati raccolti.Potrebbe interessarti anche
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