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Emoji e tecnologie assistive: ecco come le usa chi ha una disabilità visiva
Anche i non vedenti usano le emoji, grazie ai dispositivi di sintesi vocale. E Apple ha lanciato emoji Disability-inclusive
10 Agosto 2019

Evoluzione delle emoji
L’emoji è “una piccola immagine o icona digitale utilizzata per esprimere un’idea, un’emozione, ecc. nella comunicazione elettronica“. Esistono dal 1998, ma sono diventate sempre più popolari nell’ultimo decennio. Oggi appaiono spesso sui social media, sms e persino nelle pubblicità.Tra gli esempi più comuni c’è il famoso “smile” (una faccina sorridente), ma anche l’emoji con gli occhi a forma di cuore, ma il simbolo del fuoco, del cuore o dell’aereo, per un totale di oltre 1800 diverse emoji. Ognuna ha un significato unico, ma potrebbe non essere così ovvio. Per fugare ogni dubbio esiste il sito web Emojipedia, accessibile anche da screen reader e tecnologie assistive.Emoji e screen reader
Le persone non vedenti o ipovedenti usano gli screen reader, noti anche come “dispositivi di sintesi vocale” o text-to-speech, per interpretare le informazioni ricevute. Se il messaggio contiene un’emoji, la sua descrizione viene letta ad alta voce dal dispositivo.Ad un esempio, il messaggio “Ciao! Come stai? 💛” con un cuore di colore giallo alla fine, viene identificato e letto in questo modo: “Ciao! Come stai? Cuore giallo”.In una situazione più frustrante, se un utente digita cinque volte l’emoji della torta, lo screen reader legge “torta torta torta torta torta”.Lo stesso vale per il nome utente sui vari social network: se ci sono tante emoji nel nome visualizzato, gli screen reader le leggono per esteso. Secondo Perkins eLearning, Twitter è uno dei social networks che presentano maggiori risorse per le persone con disabilità e malattie croniche: tra i migliori account spiccano il Royal National Institute of Blind People (@RNIB) e il San Diego Center for Blind and Vision Loss (@SDCBlind).
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Durante la lettura, per facilitare l’interpretazione delle emoji è possibile sfruttare vari metodi, come lo zoom sullo schermo, le stampe ingrandite o la sintesi vocale. Anche normalmente sono immagini in alta qualità, spesso la tecnologia assistiva è necessaria per risolvere gran parte dei problemi.Se inviamo una serie di emoji diverse tra loro, ma dello stesso colore, il destinatario ipovedente può avere difficoltà a distinguerle. È più facile gestire emoji in piccole quantità, mentre un messaggio che ne include molte può essere disorientante per chi soffre di visione distorta o sfocata (come nel caso del glioblastoma).Per quanto riguarda la digitazione, in genere chi ha problemi di vista usa strumenti di sintesi vocale come VoiceOver (iOS) o TalkBack (Android), con tastiere studiate per leggere tutte le emoji sul display e scegliere quella perfetta. Purtroppo non sono molto grandi, per cui l’inserimento di emoji tramite dettatura appare più semplice da utilizzare, anche se a volte confonde la frase che descrive l’emoji con il comando del simbolo da digitare (es. “emoji occhiali da sole”, anziché 😎). La dettatura, quindi, potrebbe richiedere del tempo extra.Emoji vs Emoticon
Le emoticon sono considerate quasi identiche alle emoji, ma si tratta di simboli o segni di punteggiatura che vanno a comporre un’immagine, e questo può creare ulteriori difficoltà. Molti screen reader leggono, ad esempio, uno smile di questo tipo 🙂 come “due punti parentesi destra”, quindi se il destinatario non ha familiarità con gli sms potrebbe non capire subito cosa stai scrivendo. Per questo, gli screen reader funzionano meglio con le emoji, piuttosto che con le emoticon.Nel caso della stampa a caratteri grandi, le emoticon sono facilmente comprensibili solo se inserite in modo chiaro nel contesto. Meglio includere sempre descrizioni aggiuntive alla fine del messaggio, magari tra parentesi.Posso usare emoji con amici non vedenti e ipovedenti?
A meno che il tuo amico non ti abbia chiesto di evitarlo, puoi scrivere con le emoji, ma evita di usarne più di una nella stessa riga, perché può essere fastidioso. Inoltre, è meglio non inserirle tra le parole spezzando le frasi, perché questo influenza il modo in cui i messaggi vengono letti dallo screen reader.Per esempio, se scrivi il nome d’arte della cantante Ke$ha così com’è, la pronuncia diventa “Key-dollar-sign-ha” a causa della “S” che nel nome appare sostituita con il simbolo del dollaro.








