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Ad Amsterdam c’è un museo che promuove la moda responsabile
Fashion For Good: una nuova experience da vivere nel centro della capitale olandese che ospita installazioni interattive
26 Ottobre 2018
Si tratta di un’iniziativa globale per incentivare innovazioni che possono guidare il settore Fashion verso un modello sempre più circolare.
Un percorso in cinque step (Considera, Scegli, Usa, Riutilizza, Agisci) che invita a riflettere. I visitatori potranno ammirare i vestiti sostenibili realizzati da Kings of Indigo, Ecoalf, Adidas x Parley, Karün, solo per citarne alcuni.
L’Innovation Lounge
All’interno della lounge dedicata all’innovazione troviamo delle installazioni rivoluzionarie, tra queste quella con il Colorfix, il materiale fatto di microrganismi ingegnerizzati e utilizzato per tingere un abito della collezione di Stella McCartney, ambasciatrice ufficiale del museo insieme ad Arizona Muse e Lily Cole; ma anche Mycotex, che ha creato un vestito di micelio, un materiale trovato nelle radici dei funghi.
Le novità di Fashion For Good
In mostra ci sono anche la “pelle” fatta di mele, i glitter biodegradabili e la tecnologia blockchain, che mira a rendere l’industria della moda ancora più trasparente.Una “cascata d’impatto”, nella lounge ospita le singole citazioni di ogni innovatore, riguardo un particolare problema insieme alla soluzione per poterlo risolvere.Ad esempio: “Il poliestere, uno dei tessuti più utilizzati, può impiegare oltre 200 anni per decomporsi: Mango Materials ha creato un’alternativa in poliestere completamente biodegradabile“.
I visitatori potranno sostenere la causa della moda sostenibile scattandosi un selfie caleidoscopico nello stand dedicato, che farà poi parte di un’installazione composta da tutti i contenuti fotografici raccolti. All’interno del Design Studio vengono invece progettare t-shirt sostenibili da stampare direttamente dal sito. Mentre i visitatori creano il design, le immagini sono proiettate sui muri dello studio.All’ingresso del museo i visitatori ricevono un braccialetto di identificazione a radiofrequenza (RFID) in plastica riciclata da indossare durante l’experience.
Il braccialetto
Una guida che raccoglie le informazioni legate alle azioni pratiche da intraprendere. Rappresentano un piano d’azione digitale personalizzato fatto di suggerimenti utili a cambiare il proprio comportamento d’acquisto, infatti può essere utilizzato anche per comprare all’interno del negozio.Lo shop del museo, seguendo il concept del luogo, offre solo articoli certificati sostenibili, molti dei quali sono evidenziati nell’Innovation Lounge. Il tema delle collezioni in vendita cambierà ogni tre mesi, il primo round avrà un focus sul ruolo dell’acqua nella moda.LEGGI ANCHE: Slow fashion, la risposta della moda alla necessità di inquinare menoJake Barton, fondatore di Local Projects, ritiene essenziale che “i consumatori guidino la conversazione” per garantire che moda e sostenibilità possano coesistere in futuro.“Quando abbiamo avviato questo progetto, siamo rimasti scioccati nell’apprendere che l’industria dell’abbigliamento è tra i maggiori contributori industriali ai cambiamenti climatici, tra cui una stima di 1,2 miliardi di tonnellate di emissioni di gas serra ogni anno“, ha affermato.Nella realizzazione dell’edificio, il museo ha cercato materiali più puliti, progettati per più di un uso e più sicuri rispetto alle alternative convenzionali. Le esposizioni sono illuminate dalla luce solare naturale che consente di ridurre l’uso dell’elettricità.“I nostri spazi di co-working e meeting sono arredati con un mix di mobili trovati, di seconda mano e di noleggio per mostrare diversi modelli di approvvigionamento che contribuiscono a un’economia sostenibile“, si legge in una dichiarazione sul sito web del museo.








