Cos’è l’Answer-Engine Optimization (AEO) e come preparare il tuo sito all’era dell’AI-Search
3 sfide che la TV tradizionale affronterà nel 2019 (per sopravvivere allo streaming)
La complessità tecnica e i limiti della larghezza di banda continueranno ad essere fonte di grattacapi anche nel 2019
6 Dicembre 2018
Evoluzione dei modelli di reddito
Le emittenti riconoscono prontamente la sfida di mantenere gli spettatori interessati e coinvolti su diverse piattaforme, bilanciando la necessità di proteggere i loro contenuti ed evitare la cannibalizzazione della programmazione televisiva tradizionale.Diventa quindi fondamentale adattare il modello di entrate, che deve integrare al meglio la pubblicità derivante dalla distribuzione digitale.Le emittenti stanno quindi lavorando per attirare nuovo pubblico digitale all’interno e all’esterno delle loro piattaforme. La soluzione identificata è un’attenta pianificazione delle opzioni di pagamento, che possono includere la visione di annunci pubblicitari, la sottoscrizione di abbonamenti o una combinazione di entrambi.Colmare il divario tecnologico
La complessità tecnica e i limiti della larghezza di banda continueranno ad essere fonte di grattacapi anche nel 2019. La monetizzazione su più piattaforme, la lotta al buffering e la gestione della creatività pubblicitaria rendono più difficile offrire un’esperienza senza interruzioni.Le maggiori emittenti hanno hanno puntato sui servizi di TV on demand, per offrire agli spettatori la possibilità di scegliere quando, dove e come e cosa guardare senza sottoscrivere abbonamenti o installare antenne e parabole dedicate.Questa soluzione permette inoltre di espandere le opzioni di monetizzazione, perché fornisce un ritorno impensabile per la TV via cavo: la possibilità di ottenere e analizzare le statistiche di visualizzazione degli utenti.Allineare gli sforzi
Per molte emittenti, le attuali strategie di entrate, le priorità di vendita e gli incentivi finanziari limitano la loro capacità di sfruttare appieno l’ecosistema digitale in evoluzione. Ad esempio, i team di vendita e acquisto sono spesso separati per canali associati, tradizionali e digitali, lasciando poco spazio all’interazione tra competenze diverse.LEGGI ANCHE: Il sito dell’ultima puntata di Better Call Saul diventa una campagna di AMCIn quest’ultimo, in particolare, c’è anche da considerare possibili lacune in merito alla vendita e alla monetizzazione con successo dei video digitali, una sfida che suona particolarmente attuale se rapportata agli sforzi programmatici di vendita delle emittenti tradizionali.Ma gli sforzi per fronteggiare in modo proficuo la convergenza delle vendite di media digitali e TV coinvolgono anche i potenziali acquirenti degli spazi mediatici, quali agenzie e brand.Per le emittenti TV tradizionali, la scommessa è mettere l’innovazione digitale in cima alla lista delle priorità e lavorare per migliorare la percezione della pubblicità, sia che si tratti di integrazioni più creative, sia di studiare come massimizzare la resa di spot più brevi per venire incontro ai livelli di attenzione sempre più bassi del pubblico.La durata migliore? Secondo un recente studio dell’Advertising Research Foundation è di sei secondi, una tempistica familiare a chi lavora con Google Ads.







