OpenAI lancia nuove API vocali con traduzione e trascrizione in tempo reale
«Così trasformiamo i dati in opere d’arte e li portiamo tra i cittadini»
Con Oriana Persico parliamo di HER: She Loves S. Lorenzo, mostra diffusa sui dati e l'AI, di cui è curatrice con Arianna Forte e Salvatore Iaconesi
8 Dicembre 2018

Il programma
Dopo il via sabato sera, domenica è in programma un vernissage distribuito delle opere accolte nel quartiere, da esplorare con una Passeggiata rituale, per arrivare a discutere di disinformazione al tempo dei social network, con una lectio magistralis immersiva, To Fake or not to Fake. Il giorno dopo, in collaborazione con il CNR, c’è la tavola rotonda Disinformazione e società, in cui sarà presentato il progetto europeo di ricerca SMART – Study on The Mechanisms that shape Social Media and their impact on Society per raccontare disinformazione e fake news, loro implicazioni, metodi e tecnologie usate per combatterle nell’ambito di una infosfera europea capace di contribuire alle libertà e ai diritti dei cittadini. Martedì, poi, al RUFA Space-Rome University of Fine Arts, in programma un incontro tra arte e scienza sui cambiamenti climatici in atto, con una tavola rotonda a cura di Elena Giulia Rossi e Pier Luigi Capucci intitolata Alla ricerca dei dati.Dalla pizzeria al CNR
“HER: She Loves S. Lorenzo – ha spiegato Oriana Persico – è la seconda edizione di questo festival di quartiere. E’ un’iniziativa che abbiamo realizzato, progettato e promosso come centro di ricerca Her (che sta per Human Ecosystems Relazioni) con l’obiettivo di condividere insieme al quartiere la ricerca sui dati e il motivo per cui i dati sono al centro, la possibilità e il limite per accedere alle nostre libertà fondamentali”. Her vuole portare la ricerca sui dati “in uno spazio pubblico e con i linguaggi dell’arte”. Si tratta di coniugare “ricerca scientifica e oggetto d’arte”.Gli artisti e gli spazi
Concretamente questo si è tradotto prima di tutto in un call rivolta ad artisti e ai cittadini del quartiere (gestori di negozi, di associazioni, di spazi culturali). Volevamo fare in modo che questi ultimi fossero i curatori dei progetti”. Dal canto loro gli artisti sono stati invitati a presentare “opere che avessero a che fare con i dati, specificando quale fosse la fonte di dati dietro il loro lavoro e come avessero manipolato o elaborato i dati stessi”. L’altra percorso del festival è dedicato all’Intelligenza Artificiale. “E’ una mostra diffusa, dove gli spazi non ospitano solo l’opera, ma in qualche modo la custodiscono, se ne prendono cura. In che modo? Saranno i gestori a spiegare al pubblico di che si tratta”. Si tratta di spazi, ha ricordato Persico, fra i più diversi “che vanno dalla pizzeria al CNR”.
Un momento della prima edizione di HER: She Loves S. Lorenzo – credits www.he-r.it 







