Su Facebook arrivano le animazioni AI per le foto profilo
Le Tech Company proclamano il loro impegno contro il cambiamento climatico, ma non è abbastanza
Il primo passo per combattere il climate change è ancora riconoscerlo e sensibilizzare l'opinione pubblica e i governi
15 Marzo 2019

La conferenza che nega il cambiamento climatico
“Più anidride carbonica aiuterà tutti, comprese le future generazioni delle nostre famiglie”: era questo il cavallo di battaglia che circolava in un opuscolo di questo evento.Tutte e tre le società tecnologiche erano infatti sponsor di LibertyCon , la convention annuale del gruppo libertario Students for Liberty, che si è svolta a Washington DC.Google sarebbe stato sponsor di platino, versando 25.000 dollari, mentre Facebook e Microsoft avrebbero contribuito ciascuno con 10.000 dollari come sponsor d’oro. L’entità delle donazioni avrebbe posto così le aziende tecnologiche nella fascia più alta dei sostenitori dell’evento.Non solo: il fatto di partecipare come sponsor ha permesso di associare i tre colossi tecnologici ad altre aziende partner dell’evento, tra cui tre gruppi noti per gli attacchi alla scienza del cambiamento climatico, che hanno cercato di minare gli sforzi per ridurre le emissioni di carbonio.
Chi ha detto che il cambiamento climatico non esiste?
La convention è stata popolata da gruppi alquanto singolari, accaniti sostenitori della bontà della diffusione dei gas serra nell’atmosfera (in barba agli studi scientifici e all’impegno globale per la salvaguardia del Pianeta), tanto da finire anche nel mirino del deputato americano Alexandria Ocasio-Cortez.Tra i più noti relatori della conferenza, la Coalizione di CO2, un gruppo fondato nel 2015 per diffondere la “buona notizia” sulla diffusione di un gas serra il cui aumento nell’atmosfera provocherebbe effetti catastrofici. Dietro alla coalizione ci sarebbero solidi finanziamenti da parte di fondazioni conservatrici come la Mercer Family Foundation, assidua donatrice dei think tank di destra impegnati nel negazionismo sui cambiamenti climatici.Le tesi portate in auge dalla Coalizione di CO2 rivendicavano il (presunto) aiuto nello sviluppo umano apportato dalla diffusione di diossido di carbonio nell’atmosfera. Secondo quanto sostenuto dagli opuscoli distribuiti in sala, “il recente aumento dei livelli di CO2 ha avuto un effetto misurabile e positivo sulla vita delle piante”, una tesi legata al fatto che il gas serra fa crescere le piante più velocemente.Peccato che la Coalizione abbia dimenticato di dire che sì, il gas serra potrebbe di fatto essere un acceleratore della fotosintesi, ma potrebbe influire molto negativamente sulla degradazione delle piante morte al suolo, per non parlare dell’accumulo di carbonio nel sottosuolo. Se è vero che l’effetto serra fa bene alle piante, non è detto che sia una manna dal cielo per l’intero ecosistema.

Cosa hanno dichiarato i giganti del Tech?
La presenza di tre grandi colossi della tecnologia a convention di stampo libertario non è, di per sé, un fatto strano o insolito. Questo perché, se da una parte i Governi di tutto il mondo (o quasi) si muovono verso una legislazione sempre più rigida su social e tutela della privacy, i libertari rappresentano alleati naturali alla lotta contro la regolamentazione.Certo, da qui a sponsorizzare una convention negazionista nei confronti del cambiamento climatico la strada è lunga e suona ancora più strano considerando che tutti e tre i gruppi hanno dichiarato, in passato, di impegnarsi a favore della lotta contro i gas serra nell’atmosfera.Fino a poco tempo fa, per Microsoft il taglio delle emissioni di anidride carbonica del 75% entro il 2030 era una priorità. Google ha lanciato un impegno per un futuro a “zero carbonio“, lanciandosi nell’impiego di fonti rinnovabili per l’alimentazione dell’azienda. Zuckerberg ha espresso posizioni pubbliche di dissenso nei confronti dell’uscita degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi sul clima.
Eppure, li ritroviamo tutti e tre ad una convention negazionista. Cos’hanno dichiarato a seguito della loro presenza come sponsor? Un portavoce di Facebook ha affermato: “a volte supportiamo eventi che evidenziano problemi di Internet e dei social media”. Per un portavoce di Google “Ogni anno sponsorizziamo organizzazioni di tutto lo spettro politico per promuovere leggi tecnologiche forti. Come chiarito nel nostro rapporto sulla trasparenza delle politiche pubbliche, la sponsorizzazione o la collaborazione di Google con un’organizzazione di terze parti non significa che approviamo l’intero programma dell’organizzazione o concordiamo con altri oratori o sponsor”.Infine, per Microsoft “Il nostro impegno per la sostenibilità non è alterato o influenzato dalla nostra appartenenza o sponsorizzazione di un’organizzazione. Lavoriamo con molti gruppi su questioni relative alla politica tecnologica e non ci aspettiamo né prevediamo che l’agenda di qualsiasi organizzazione si allineerà alla nostra in tutte le aree politiche”.LEGGI ANCHE: Bill Gates e l’UE annunciano un fondo da 100 milioni per combattere i cambiamenti climatici








