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Come fare Email Marketing nelle settimane dell’emergenza
In questi giorni l’engagement di alcune email potrebbe registrare un netto miglioramento, ma attenzione, perché un messaggio sbagliato potrebbe creare problemi di branding e reputazione
14 Aprile 2020

Le best practice da non dimenticare
In un recente articolo di Gartner si raccomanda, prima di inviare le proprie comunicazioni, di valutare alcuni aspetti, ponendosi una serie di quesiti:- Stai per comunicare qualcosa di diverso rispetto a quanto stanno facendo gli altri brand?
- Il contenuto delle email diverge da ciò che i destinatari sono abituati a ricevere?
- I destinatari riescono a comprendere dall’oggetto e dalle prime righe dell’email l’informazione chiave della comunicazione?
- Le informazioni chiave dell’email sono legate alle esigenze dei destinatari in questo specifico momento?

Email per fare marketing e per comunicare
Prima di inviare le email verifica che le indicazioni di cui abbiamo parlato poco più sopra siano soddisfatte, rispondendo alla domanda “i destinatari hanno veramente bisogno di ricevere questa comunicazione?”.Non bisogna approfittare del momento per caricare nel database una notevole quantità di nuovi contatti ai quali non si è mai spedito. Contatti molto vecchi o acquisiti con modalità non corrette possono portare a un calo di reputazione o addirittura a un blacklisting; senza contare che si potrebbe generare un picco di disiscrizioni, che andrà a pesare sul database anche a emergenza terminata.Se vuoi vendere qualcosa o lanciare particolari promozioni in questo momento, procedi come hai sempre fatto, segmentando il pubblico in modo oculato.Un’ultima riflessione può essere fatta sull’engagement. Le settimane che stiamo vivendo ci dicono che l’email non è solo marketing: nel momento del bisogno può essere lo strumento più efficace per comunicare.Ma ci dice anche un’altra cosa: i risultati medi che siamo abituati a considerare come riferimenti in realtà potrebbero non esserlo in questi giorni. I tassi di apertura, i clic, ma anche il ROI (nel senso più generale del termine, ovvero il ritorno di una determinata attività) possono cambiare a seconda del contesto.Sappiamo come le attività dei destinatari sull’email siano proporzionali alla rilevanza del contenuto veicolato e oggi i tassi di apertura potrebbero essere decisamente più alti del solito. Questo accade perché i contenuti sono molto rilevanti per i destinatari, più rilevanti rispetto ai contenuti che erano abituati a ricevere dalle stesse aziende.








