Google rende i link più visibili su AI Overviews
Abbiamo scaricato (e confrontato) i dati che Facebook e Google hanno su di noi
Le due piattaforme danno la possibilità di scaricare le informazioni sulla nostra attività in rete. Abbiamo provato ad analizzare somiglianze e differenze
19 Maggio 2018
Gli strumenti per recuperare le informazioni
L’esperimento che abbiamo fatto è stato provato prima di noi da Brian X. Chen del New York Times che ha fatto esattamente le stesse operazioni che andiamo a descrivere ora: dalle impostazioni di Facebook abbiamo scelto di creare un file con le attività sul social network.Per Google abbiamo usato il tool Takeout che ci ha permesso di deselezionare i dati ai quali, in questa fase, non eravamo interessati: i file di Drive, i contatti della rubrica, le foto di Google Foto. In entrambi i casi ci è arrivata una notifica quando i file sono risultati disponibili per il download. In formato zip le due cartelle sono arrivate sul nostro desktop.
Le soprese tra i dati di Facebook
Aprendole, ci è parso di notare un’altra importante differenza. Sebbene l’utilizzo che ognuno di noi fa di Google riguardi praticamente ogni aspetto dell’esistenza, dalle persone da chiamare appena svegli ai percorsi da seguire per non perdersi, passando per gli appuntamenti di lavoro, tutto sommato si ha consapevolezza che quelle cose le hai caricate o le hai cercate.Tra i dati raccolti da Facebook, invece, ce ne sono alcuni che non si arriva a capire come siano arrivati lì. Per fare degli esempi: numeri di telefono, salvati certamente in rubrica, ma presenti anche tra i contatti registrati da Facebook che comunque ha accesso alla nostra lista di contatti (lo accettiamo quando scarichiamo l’applicazione sul cellulare); interessi pubblicitari infiniti che evidenziano la costante profilazione a fini commerciale a cui ogni utente è sottoposto suo malgrado; conclusioni azzardate su squadre del cuore e atleti preferiti che si ritrovano per chissà quale meccanismo nel file denominato “profile”; tracce di attività come la cancellazione di amici avvenuta anni prima e che avevamo ormai dimenticato; per non parlare poi di ogni singolo clic fatto forse per sbaglio sulle centinaia di inserzioni che compaiono in bacheca ogni giorno.LEGGI ANCHE: Google acquisisce Cask Data, un’altra startup di Big DataIl potere della pubblicità
Anche su Google lo spazio riservato alla pubblicità è considerevole. Nel profilo dell’utente ci sono delle indicazioni sugli articoli letti, sulle pagine visitate che possono essere interpretati a fini commerciali. Inoltre, Google tiene traccia delle applicazioni che apri sui tuoi dispositivi e usa le tue abitudini per suggerirtene altre da scaricare o semplicemente da aprire perché già presenti sul tuo smartphone. Questo tipo di suggerimenti può comunque essere disattivato.








