Rivoluzione Lead Generation: come evolvere sfruttando il potere dei dati
Il supplente porta in cattedra personaggi famosi
Il format ci invita a riflettere sulla necessità di attuare cambiamenti formativi
1 Settembre 2018

Il CORAGGIO DI CAMBIARE e LA LIBERTA’ – Roberto Saviano

(Roberto Saviano e il professore che ha sostituito)
Roberto Saviano, ha sostituito il professore di storia in una scuola di Maddaloni (Ce) e, partendo dal programma di studio della classe, mostrando una foto di Al Capone, è arrivato a parlare di associazioni mafiose, proibizionismo/legalizzazione di droghe leggere, la condivisione delle stesse problematiche presenti in tutte le periferie e il coraggio di cambiare.I ragazzi sono stati molto partecipi ed era palese la voglia di esprimersi e di raccontarsi, per quanto il tempo a disposizione fosse limitato.Saviano ha poi chiesto di realizzare un “compito a casa” in versione video: cosa ti mancherebbe di più se ti venisse a mancare la libertà? Tra la commozione di alcuni studenti in merito alla condizione stessa di Saviano, sotto scorta ormai da 11 anni, ne è emersa una grande solidarietà per il coraggio della sua scelta.IL TALENTO – Mara Maionchi

(Mara Maionchi e la professoressa che ha sostituito)
Mara Maionchi ha sostituito la professoressa di inglese in una scuola di Milano, pur non conoscendo molto la lingua e ha iniziato la lezione raccontandosi: è partita dal basso, ha fatto diversi lavori prima di diventare segretaria all’interno di una casa discografica per poi arrivare ad essere produttrice.Passando da John Lennon con “Imagine” a Charles Bukowski, impronta il suo discorso sull’importanza del talento: ognuno deve individuare il proprio, sollecitarlo e coltivarlo, perché il talento è una conquista. L’entusiasmo e la risata costante della prof. Maionchi è travolgente. Anche lei chiede di realizzare un video come compito a casa: qual è la cosa che ti fa stare meglio? Qual è il tuo talento?https://www.youtube.com/watch?v=Ibfek9A4RKoRipartire dalla scuola
La scuola ci invita sempre a sognare un “futuro migliore”, un luogo incantato in cui formare future persone soddisfatte dei propri valori, della propria dignità e delle proprie scelte professionali. Ma è pur vero che nella precarietà professionale degli stessi professori è ben difficile impostare programmi di lunga durata e rapporti con gli alunni che possano essere seguiti dal primo all’ultimo giorno all’interno dello stesso istituto scolastico. Quanto possiamo realmente pretendere dalla formazione scolastica se in primis non tuteliamo la dignità professionale degli educatori stessi?In Italia ci sono circa 100.000 docenti precari tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria iscritti alle liste Gae (Graduatorie ad esaurimento) insomma un esercito: un esercito di competenze, di famiglie, trasferimenti, incertezze e insoddisfazioni ed è proprio nelle loro mani e nelle loro menti che sarà il futuro del nostro Paese. Sono e saranno loro a formare i futuri italiani, a plasmarli nelle conoscenze e nello sviluppo, nel pensiero critico. Tuttavia ci chiediamo come sia possibile affrontare un compito così importate se non si mettono a loro disposizione i migliori strumenti per farlo. Quanti di noi conoscono insegnanti che in qualità di supplenti, per accumulare punteggio (che sembra un po’ come la raccolta punti della GDO), hanno accettato incarichi per cui non possiedono tutte le competenze necessarie, ma che non hanno potuto di certo rifiutare nella speranza di avere il “premio visto sul catalogo”. In questo modo i tanti precari costruiscono una carriera sulle supplenze, su classe “temporaneamente loro”. Questo deve spronarci a riflettere sulla fortuna di alcuni di noi ad avere quasi sempre gli stessi professori per tutta la durata del loro percorso scolastico. In questo modo i docenti hanno l’opportunità di essere per i loro studenti coloro che organizzano e portano avanti progetti sul lungo periodo, l’opportunità di essere dei punti di riferimento anche sul piano personale.








