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La scatola di latta diventa street art grazie al progetto di Massimo Sirelli e liquirizia Amarelli
Scatole di latta ridisegnate per una nuova art edition
9 Giugno 2018
Nel 1995 Massimo Sirelli ha mosso i primi passi nel mondo metropolitano del graffiti writing. Il suo immaginario creativo ha sempre però coinvolto, sin da principio, anche i supporti oltre agli strumenti tecnici. Forse è per questo che, ad oggi, il suo nome è associato al concetto di upcycling, una forma di arte applicata che nasce dall’utilizzo di materiali di scarto e che riesce così ad acquisire un nuovo valore artistico e commerciale. La maggior parte di essi sono oggetti orfani del progresso industriale e del consumismo sfrenato, perciò il gesto dell’artista ha un doppio significato: quello di giocare sull’unicità del prodotto alimentando sia la cultura del design sia l’educazione al riuso. Conosciuto infatti anche come l’artista dei robot, è particolarmente noto proprio per avere creato la prima casa adozione di robot da compagnia al mondo (adottaunrobot.com).Sono proprio i suoi simpatici robot scomposti tra colori, fulmini e astronavi a ravvivare le nuovissime scatole di latta della famiglia Amarelli che troveranno posto anche nel famoso Museo della Liquirizia, al cui interno sono custoditi attrezzi da lavoro e documentazioni che raccontano ben tre secoli di attività. Quella firmata da Massimo Sirelli è perciò un’edizione limitata che ci dice molto della produzione dell’artista, ma che ancora una volta ci conferma anche quanto sia importante l’apertura ed il dialogo con le aziende per creare oggetti unici e di valore.
“Ho sempre collezionato scatole di latta, sin da quando ero bambino… e quelle piccole piccole erano le più ambite. Oggi finalmente, grazie a Fortunato Amarelli ed Amarelli Poject, posso aggiungere alla mia collezione la scatola più desiderata di tutte: quella che porta sopra un mio disegno!” – Massimo SirelliL’azienda calabrese, inoltre, sosterrà anche l’ultima personale dell’artista che si terrà a Catanzaro. Ed è proprio nella zona del porto di questa città (anche sua città natale) che nel 2014 Massimo Sirelli partecipò alla prima edizione del festival “Altrove” colorando i frangiflutti artificiali di Catanzaro Lido, trasformandoli in grossi lego colorati.
Questa solida partnership tra curatori, azienda italiana e street artist rientra pienamente nella rosa dei casi studio che analizziamo come osservatorio sulla creatività urbana: le realtà locali che godono di fama internazionale si uniscono per valorizzare arte e territorio, celebrando il tutto con la creazione di un prodotto unico e da collezionare. Una collaborazione creativa che trova la propria forza nella tradizione e la riscoperta delle più antiche storie italiane.







