Google supera Apple: l’intelligenza artificiale ridisegna la classifica dei brand globali
14 Maggio 2026 - 4 minuti
23 Maggio 2019

È vero, Uber in Italia “non ha superato il Piave”. Tuttavia, possiamo riconoscergli il merito di aver fatto suonare la sveglia al settore (almeno in Italia).Oggi, sul mercato della mobilità urbana troviamo diversi servizi erogati da applicazioni dedicate alle vetture in bianco: MyTaxi (Gruppo Daimler), appTaxi, WeTaxi, itTaxi e altre.Anche nel settore privato si è affermato il vecchio principio della disruption digitale, cioè la disintermediazione: ad essere bypassato è ora l’operatore telefonico.La novità introdotta dalle app fiorite nel settore sono effettivamente banali (tecnologicamente, tutt’altro) e tutte orientate a risolvere gli inconvenienti del consumatore finale di cui ho fatto cenno.L’alta penetrazione del mobile all’interno degli stili di vita delle generazioni con capacità di spesa (boomers, millenials) unita alla semplicità di fruizione delle diverse funzionalità, ha fatto sì che il servizio offerto da queste applicazioni conquistasse velocemente ampie fette di mercato in diversi Paesi europei a scapito dei tradizionali call center.LEGGI ANCHE: Audi sperimenta insieme a Disney una nuova esperienza di intrattenimento in auto
I nostri consorzi nazionali nascono per tutelare la categoria dei taxisti ed offrire loro servizi, tra cui quello della prenotazione corse, dal quale – è bene sottolineare – non trattengono fee. Viene da chiedersi perché porre i propri assistiti nella condizione di dover rinunciare ad opportunità di servizio imponendo l’utilizzo esclusivo di un solo operatore.
Tutto ciò anche in considerazione del fatto che, in un contesto globale e sempre più regolato dalle regole comunitarie, c’è da interrogarsi per quanto un tribunale potrà ancora intervenire in queste logiche di concorrenza.Da ultimo, non dimentichiamo il principale attore di questo modello di mobilità, il consumatore finale, che potrebbe orientarsi all’utilizzo di sistemi di mobilità più semplici da reperire come quello pubblico o di car, bike o scooter sharing. Proprio per raggiungere questo obiettivo, il Gruppo Daimler, ha lanciato con Hive, nel mese di maggio, il progetto pilota su Lisbona per prepararsi, in caso di successo, ad invadere il mercato europeo.Potrebbe interessarti anche
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