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I 3 limiti (e le nuove sfide) del Content Marketing contemporaneo
Da un lato l’incapacità di molti brand di mettersi in gioco, dall’altro l’ascesa delle macchine capaci di ottimizzare la produzione di contenuti
8 Gennaio 2019

Le tre direttrici di sviluppo del Content Marketing
1. Supremazia narrativa: nella maggior parte dei progetti di contenuto, appare palese la posizione di supremazia narrativa del brand. La storia è unidirezionale da organizzazione a audience di riferimento, nonché definita in partenza: ancora oggi le aziende progettano la brand narrative secondo un approccio top-down, “chiuso al pubblico” e tenendo conto dei soli obiettivi interni di progetto.È raro che il network allargato di stakeholder sia coinvolto già dalle prime fasi di progettazione. Piuttosto, viene dato allo stesso una percezione di engagement. Ciò scatena a sua volta un ciclo vizioso e molto rischioso che porta all’implementazione di iniziative di marca inefficaci, incapaci di incontrare il coinvolgimento e il favore delle persone.I classici #McStories a #EnelGuerrieri insegnano. Nel momento in cui il pubblico percepisce di non essere davvero coinvolto né considerato, nel migliore dei casi decide di non condividere la narrazione suggerita in modo palese dalla marca, utilizzando anche l’hashtag dedicato per proporre la propria storia personale – o la propria versione della storia di brand. E si è trattato in diversi casi di vere contro-narrazioni rispetto al filone principale suggerito dall’azienda.









