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I ragazzi italiani sono preparati al mondo del lavoro?
31 Marzo 2016
Quali scelte “fabbricano” disoccupati?
Secondo gli autori del libro, ci sono dei luoghi comuni, diffusi nella cultura italiana, che impattano negativamente sulle scelte dei giovani, e quindi sul loro futuro. Eccone alcuni:“Il lavoro di famiglia è il più sicuro“. La scelta degli studi fatta per assecondare le aspirazioni dei genitori porta a laureati disoccupati o a potenziali poco sfruttati.“Le scuole sono tutte uguali“. Le famiglie asiatiche, angosassoni e del Nord Europa scelgono con attenzione le migliori scuole per i loro figli, in base alla qualità didattica, mentre gli italiani effettuano la scelta in base a vicinanza e praticità.“Prima si studia, poi si lavora“. Arrivare al primo lavoro dopo i 24 anni è il principale problema dei ragazzi italiani, che a 30 anni si ritrovano con pochissime competenze.“È accettabile andare fuori corso per prendere la laurea con lode“. Chi si laurea tardi, appare alle aziende come qualcuno che non ha interesse per il lavoro.“Se hai il posto fisso, puoi stare tranquillo“. Cercare opportunità lavorative non deve essere una prerogativa dei disoccupati o di chi è insoddisfatto del proprio impiego. Bisogna sempre essere coscienti delle opportunità d’impiego.
Cosa vogliono le aziende?
Il segreto dei 300.000 fortunati starebbe nelle soft skills, ovvero la capacità di interagire in modo efficace con l’organizzazione aziendale, sapere cosa fare e quando farla, essere in grado di risolvere problemi ed interagire con gli altri. Le competenze tecniche di base le diamo per assodate: è importante il know what (sapere cosa), ma anche il know how (sapere come).Il mondo del lavoro che cambia richiede una nuova dimensione dell’etica del lavoro: iniziativa, imprenditorialità, senso di responsabilità, flessibilità, adattabilità, atteggiamento positivo e spirito critico sono le caratteristiche richieste oggi dai datori di lavoro.Oltre all’etica del lavoro, le altre competenze chiave per le aziende sono la capacità di lavorare in team e di comunicare oralmente.








