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  • I ragazzi italiani sono preparati al mondo del lavoro?

    31 Marzo 2016

    Ogni anno oltre 300.000 giovani trovano un lavoro dopo gli studi. Cosa faranno in più, o meglio, rispetto agli altri, per trovare il lavoro giusto? Si prova a dare risposta a questa domanda nel libro La ricreazione è finita, di Roger Abravanel e Luca D’Agnese.

    Quali scelte “fabbricano” disoccupati?

    Secondo gli autori del libro, ci sono dei luoghi comuni, diffusi nella cultura italiana, che impattano negativamente sulle scelte dei giovani, e quindi sul loro futuro. Eccone alcuni: “Il lavoro di famiglia è il più sicuro“. La scelta degli studi fatta per assecondare le aspirazioni dei genitori porta a laureati disoccupati o a potenziali poco sfruttati. “Le scuole sono tutte uguali“. Le famiglie asiatiche, angosassoni e del Nord Europa scelgono con attenzione le migliori scuole per i loro figli, in base alla qualità didattica, mentre gli italiani effettuano la scelta in base a vicinanza e praticità. “Prima si studia, poi si lavora“. Arrivare al primo lavoro dopo i 24 anni è il principale problema dei ragazzi italiani, che a 30 anni si ritrovano con pochissime competenze. “È accettabile andare fuori corso per prendere la laurea con lode“. Chi si laurea tardi, appare alle aziende come qualcuno che non ha interesse per il lavoro. “Se hai il posto fisso, puoi stare tranquillo“. Cercare opportunità lavorative non deve essere una prerogativa dei disoccupati o di chi è insoddisfatto del proprio impiego. Bisogna sempre essere coscienti delle opportunità d’impiego. ricerca del lavoro

    Cosa vogliono le aziende?

    Il segreto dei 300.000 fortunati starebbe nelle soft skills, ovvero la capacità di interagire in modo efficace con l’organizzazione aziendale, sapere cosa fare e quando farla, essere in grado di risolvere problemi ed interagire con gli altri. Le competenze tecniche di base le diamo per assodate: è importante il know what (sapere cosa), ma anche il know how (sapere come). Il mondo del lavoro che cambia richiede una nuova dimensione dell’etica del lavoro: iniziativa, imprenditorialità, senso di responsabilità, flessibilità, adattabilità, atteggiamento positivo e spirito critico sono le caratteristiche richieste oggi dai datori di lavoro. Oltre all’etica del lavoro, le altre competenze chiave per le aziende sono la capacità di lavorare in team e di comunicare oralmente. ragazzi a scuola

    Cosa non insegna la scuola?

    I cambiamenti nel mondo del lavoro richiedono competenze diverse dal passato, eppure la scuola non è riuscita a superare la fase “industriale” e ad entrare in quella “postindustriale”, adatta a formare le competenze dell’età della formazione. I capi d’azienda sembrano prestare più attenzione ad esperienze e hobby che alla formazione scolastica. Etica del lavoro, capacità di lavorare in team e comunicare oralmente sono competenze che la nostra scuola non è ancora capace di insegnare.

    9 consigli per i giovani in cerca di lavoro

    1. Fare le proprie scelte per convinzione, non per fatalismo 2. Non cercare mai alibi 3. Conquistare rapidamente l’indipendenza dalla famiglia 4. Abbandonare le comodità e cercare le difficoltà 5. Non avere paura di fallire 6. Scoprire in fretta le proprie passioni 7. Scegliere le proprie scuole da versi «clienti» dell’istruzione 8. Costruirsi una reputazione personale 9. Diventare cittadini del mondo