“A Matter of Salone” la campagna per il Salone 2026 esplora la materia come origine del design
La tecnologia ci renderà telepatici ed è stato già dimostrato con un esperimento
Questo studio potrebbe gettare le basi per interfacce cervello-cervello multi-persona
2 Aprile 2019
Nonostante i limiti etici che la disciplina evidenzia e sebbene la nostra comprensione del cervello non sia per nulla soddisfacente, i progressi in questa direzione non si sono fatti troppo attendere.I risultati provenienti da questo tipo di strumentazione possono essere impiegati, per esempio, nella cura di alcuni disturbi e nella riabilitazione, in particolare sullo studio dello stato di salute mentale.LEGGI ANCHE: I ricercatori di IBM vogliono usare l’Intelligenza Artificiale contro l’AlzheimerDimentichiamo i romanzi di fantascienza: la maggior parte degli studi sono stati condotti su roditori. Quelli che coinvolgevano esseri umani, si concentravano sul trattamento dell’epilessia o della paralisi, limitatamente al soggetto che partecipava al test.Invece, obiettivo di queste verifiche era dimostrare che è possibile trasmettere un’informazione da una persona all’altra senza impiegare segnali audio o visivi, ma il risultato era sempre legato all’intervento di un soggetto terzo capace di avviare il trasferimento dell’informazione.Cosa è cambiato con questo nuovo esperimento
Più recentemente, infatti, i ricercatori sono riusciti a “rimuovere” alcuni passaggi intermedi legati alla trasmissione e “collegare” un cervello a un altro. Le interfacce cervello-cervello multi-persona, ci consentirebbero di formare una enorme intelligenza collettiva, verificando se sia in grado di completare un compito autonomamente senza ulteriori forme di comunicazione.
A questo scopo, gli scienziati dell’Università di Washington e della Carnegie Mellon University hanno creato un sistema di interfaccia cervello a cervello che consente a una o più persone, chiamate “mittenti”, di influenzare le decisioni di un individuo, chiamato “ricevente”, con l’obiettivo di aiutarlo in alcune situazioni.Come hanno verificato il collegamento dei cervelli
Il soggetto è alle prese con un gioco simile a Tetris che solo i mittenti possono vedere. Sebbene si tratti solo di una fase preliminare della procedura oggetto di studio, accertare l’influenza dei mittenti sull’esito del gioco del ricevente chiarisce che un futuro in cui il nostro cervello fa parte di un sistema sociale interconnesso potrebbe essere più vicino di quanto pensiamo.LEGGI ANCHE: Ecco perché i chip sotto pelle non erano complottismoPer riuscire nell’impresa, ai mittenti è stato chiesto di indossare cappucci elettroencefalografici (EEG), che consentivano ai ricercatori di misurare l’attività cerebrale tramite segnali elettrici. Allo stesso tempo, osservavano un gioco simile a Tetris con una forma geometrica in caduta che doveva essere ruotata per adattarsi a una fila, nella parte inferiore dello schermo.









