OpenAI lancia ChatGPT Health: ora puoi caricare le tue cartelle cliniche
8 Gennaio 2026 - 4 minuti
11 Aprile 2018

Un dato interessante: la ricerca mostra un calo o comunque un apprezzamento costante e non in aumento delle due app create da Zuckerberg – Facebook e Messenger – ed una crescita per le due piattaforme acquisite – Instagram e WhatsApp – che stanno attirando sempre più utenti. La prima ha raggiunto un utilizzo quotidiano da parte dei giovanissimi pari al 75%.Per quanto riguarda, invece, gli utenti che fanno dei social un utilizzo funzionale e che quindi si rivolgono a piattaforme specifiche per soddisfare richieste ben definite ecco spuntare TripAdvisor e Google Plus, mentre tra le app di messaggistica rimane in testa Messenger a cui si affianca Skype.Tuttavia, un ulteriore dato evidenzia il fatto che, sempre più spesso, gli utenti che cercano online recensioni o foto di un locale preferiscono rimanere su Facebook invece che rivolgersi a TripAdvisor.Come mai? Innanzitutto, si tratta di un social generalista dove è possibile trovare (quasi) tutto ciò di cui si ha bisogno: persone, locali, eventi, contenuti di ogni tipo. Difficile allontanarsene, no?Ciò non significa che diversi scopi non possano portare a strade differenti: sempre più utenti in cerca di nuove idee e spunti si affidano a Pinterest o a YouTube, ad esempio.
Ma gli utenti come vivono davvero i social? Blogmeter ha dedicato una sezione del suo studio alla definizione dei comportamenti degli italiani online. Solo il 45% di loro vive attivamente la propria presenza sui social. Ciò significa che meno della metà degli utenti frequenta le varie piattaforme leggendo, scrivendo e commentando i contenuti dei conoscenti. Il 42% è formato dagli utenti “spettatori”, coloro che frequentano i social ma si limitano ad osservare in silenzio ciò che gli accade attorno senza esprimere opinioni o produrre contenuti di alcun genere. Infine, il 13% produce monologhi e discorsi unidirezionali, autoreferenziali, non curandosi affatto di ciò che gli altri utenti dicano o facciano, talvolta non prestando alcuna attenzione alla realtà oggettiva.
Nell’ambito della pubblicità, ancora una volta, Facebook e Instagram si muovono molto bene: rispettivamente, il 26 e il 33% degli intervistati considera i loro annunci utili. Infine, se c’è un posto dove la pubblicità è maggiormente odiata quello è YouTube. Trattandosi di una piattaforma utilizzata per scopi specifici – vale a dire guardare video – ben 3 intervistati su 4 considerano le pause pubblicitarie altamente fastidiose. Potrebbe interessarti anche
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