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SmartLens, lo Shazam del mondo reale, è l’app creata da uno studente
Un'app che riconosce il mondo reale, anche in modalità offline
10 Maggio 2018
La sua app per iOS, SmartLens, è stata definita a più riprese lo Shazam del mondo reale: è infatti in grado di identificare ciò che viene inquadrato dalla fotocamera dell’iPhone e di fornire su questo maggiori informazioni.L’app può sembrare dunque banale e semplice, ma è in grado di fare ricerche in milioni di immagini sul web per identificare più di 17.000 oggetti. Si connette non soltanto a siti enciclopedici come Wikipedia, ma anche ad Amazon, per consentire all’utente di acquistare eventualmente quel determinato prodotto che ha visto e che ha suscitato il suo interesse.A teenager developed a #deeplearning visual search app called SmartLens using @NVIDIA #GPUs that identifies whatever you put in front of it and then displays similar products to purchase online. https://t.co/vLbJ20ARPG pic.twitter.com/aL2JyfN1XG
— NVIDIA AI Developer (@NVIDIAAIDev) 3 maggio 2018
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Il plus di quest’app è che tutto ciò avviene offline: il database è tutto sull’app, che infatti richiede un download di quasi 500 MB, poiché deve conservare tutti i dati di riconoscimento e i contenuti offline direttamente sul telefono. Questo è un approccio molto diverso rispetto ad esempio alla funzione di scansione di Google Foto.La dimensione dell’app e il peso sul processore sono problemi non da poco, uniti al fatto che l’app è tutt’altro che infallibile. I suoi suggerimenti su cosa può essere un oggetto a volte si rivelano esilaranti: un livello di prestazioni che non sarebbe tollerato in un prodotto stand-alone rilasciato da Google o da Apple.
E poi c’è l’aspetto più importante per un’app, la monetizzazione: gli utenti possono scaricarla gratuitamente ma, all’apertura, viene immediatamente richiesto di iscriversi a un abbonamento di 2 dollari al mese (anche se il primo mese è gratuito), prima ancora di aver verificato se l’app funziona o meno.Eppure quest’app, fatta da uno studentello – permettetemi il vezzeggiativo – sembra avvicinarci sempre di più a quello che sarà il normale futuro delle cose: un mondo reale che passa attraverso la lente dei nostri smartphone.“La ricerca visuale è ancora una nicchia, ma il mio obiettivo è quello di dare alle persone il gusto di un futuro in cui un’app può fornire informazioni utili su qualsiasi cosa intorno a loro – ha dichiarato il giovane Royzen alla testata TechCrunch -, tuttavia è inevitabile che le grandi aziende lanceranno le loro offerte in competizione. La mia strategia è quella di batterli sul mercato come la prima app di ricerca visiva universale e accumulare più utenti possibili in modo da poter rimanere in vantaggio (o essere acquisito)”.







