Amazon apre il suo ecosistema pubblicitario agli AI agent
3 Febbraio 2026 - 4 minuti
9 Luglio 2018
Assistenti digitali (Alexa, Google Home)1950 – La savana – Ray Bradbury – In questo inquietante racconto le previsioni sono due. Già, perché La famiglia Hadley vive in una casa completamente automatizzata, che ubbidisce ai comandi vocali. Ha ispirato successivamente il film per la tv “Pat, la mamma virtuale” (Smart house) prodotto nel 1999 da Disney, e che si concentra su questo tema. Ma una stanza della casa, la nursery, è anche una predizione della realtà virtuale piuttosto inquietante.Telefonini e smartwatches in Star Trek…1966 – Star Trek – Gene Roddenberry – Nella serie, i comunicatori personali sono una anticipazione chiara dei moderni smartphone. Nei primi due film i dispositivi usati, invece di essere tenuti in mano vengono indossati al polso, come gli odierni smartwatch.
…e anche le stampanti 3D1966 – Star Trek – Gene Roddenberry – Forse varrebbe la pena dedicare un post esclusivamente a StarTrek, data la quantità di previsioni contenute nella serie. A noi, il replicatore che permette di ricreare qualsiasi cosa presente nel database, partendo da energia pura o materia grezza, fa venire in mente le stampanti 3D.Air Touch Technology1958 – Minority report – P-K.Dick – Nel film, di cui vi proponiamo uno spezzone, si descrive un tipo di interfaccia che oggi è quasi realtà, basta guardare il secondo filmato.https://www.youtube.com/watch?v=PJqbivkm0Mshttps://www.youtube.com/watch?v=5_jGI-DkK70Riconoscimento facciale per il marketing1958 – Minority report – P-K.Dick – Stesso film, stesso romanzo, ma si tratta di pubblicità mirata. Non più per via di cookies, pixel o altri sistemi ma attraverso il riconoscimento facciale, una tecnologia già disponibile sia per sbloccare i propri dispositivi che, a distanza, come in Cina, per identificare le persone tra la folla.Big data1951 – Fondazione – Isaac Asimov – Di previsioni Asimov ne ha fatte tante. Era infatti un autore di fantascienza ma anche un divulgatore scientifico, molto attento a nuove scoperte e sviluppi tecnologici. Nel ciclo dedicato alla fondazione, sette libri scritti tra il 1951 e il 1988, uno di personaggi principali (Hari Seldon) è uno psicostoriografo.La Psicostrografia, secondo Asimov, è quella scienza che permette di predire il comportamento di un grande gruppo di persone quando modelli statistici applicati alla psicologi dei gruppo e ai dati storici. I presupposti alla base di questa scienza sono che il gruppo su cui si raccolgono i dati sia molto numeroso, che dati stessi debbano essere molti dettagliati e che la tecnologia per elaborare questa grande massa di dati sia disponibile. Non sembra tanto la scienza dei Big Data?
A sorpresa però, sembrerebbe che il primato possa essere attribuito ad un italiano. Nel 1977 infatti, Giorgio De Maria pubblica il suo romanzo “Le venti giornate di Torino”.Un romanzo strano, inquietante in cui un investigatore cerca di scoprire la verità su un evento di dieci anni prima: a Torino ci sarebbe infatti una “biblioteca” in cui sono contenuti testi elaborati dalle persone, che rivelano i loro pensieri e segreti più intimi e profondi, condividendoli con gli altri così come ogni giorno facciamo su Facebook e gli altri social network.Potrebbe interessarti anche
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