Facebook introduce nuovi aggiornamenti del feed e strumenti per controllare l’algoritmo
«I robot? Qui i bambini ci giocano, per loro è come sfidare la tecnologia»
Intervista a Massimo Avvisati, responsabile del team didattico del progetto Kids! di Codemotion, che cura l'Area Kids&Education della Maker Faire Rome
5 Ottobre 2018

Avvisati, spieghiamo bene cos’è il Creative Learning?
«Il Creative Learning è un metodo di apprendimento basato sulla pratica e mai sulla trasmissione di nozioni dal docente all’allievo. Nato dalle teorie educative del Costruzionismo di Seymour Papert, che già negli anni Settanta aveva visto nella tecnologia un potente mezzo espressivo per i bambini, si basa sull’idea che attraverso la creatività si possa dare ai bambini l’opportunità di imparare concetti anche molto complessi. Il motore creativo crea una necessità cognitiva: imparo perché ne ho bisogno per realizzare il mio videogioco, costruire il mio robot o far funzionare un circuito».
Quali sono le parole chiave per avvicinare i più piccoli alla robotica e alla creatività digitale?
«Passione, Gioco, Collaborazione e Progetti. La passione ci spinge a non arrenderci e a dare il meglio in quello che facciamo. Il gioco ci mette nello stato mentale giusto per affrontare sfide anche difficili ed è anche il modo naturale con cui i più piccoli scoprono il mondo. La collaborazione è importante per superare i nostri limiti e confrontarci con modi di fare e di pensare diversi. L’ultimo tassello è la progettualità: imparare a trasformare un’idea in qualcosa di concreto e renderlo tangibile è fondamentale perché ci obbliga ad affrontare gli errori e risolvere i problemi ripetendo iterativamente quanto abbiamo appreso».
Che cosa avete imparato voi educatori nel corso della vostra partecipazione a Maker Faire nel corso degli anni?
«La Maker Faire è per noi un laboratorio incredibile dove sperimentare nuove attività prodotte durante l’anno dal Team di Ricerca e Sviluppo. E’ innanzitutto una grande festa, ma anche un’opportunità preziosa di verificare con tante famiglie quanto la tecnologia faccia parte delle nostre vite e di scoprire nuovi modi di renderla uno strumento di creazione di sapere ed innovazione».
In che modo coinvolgerete anche i genitori nelle vostre attività?
«Quest’anno abbiamo deciso di rendere i genitori un po’ più protagonisti. Abbiamo progettato delle attività genitore-figli che gli permetteranno di scoprire un modo di stare insieme inedito e creativo. Sarà un modo per avvicinare i genitori alla tecnologia usata quotidianamente dai loro figli e fargli capire che non è una scatola nera ma un punto di contatto. Ad esempio, abbiamo scelto di sviluppare un laboratorio di tecnologie indossabili dove grandi e piccoli potranno imparare a cucire dei veri circuiti interattivi. Mi piace vederlo come un riscoprire un passatempo antico in chiave educativa e cool».
Il Padiglione 7 nel dettaglio
Tessuti e componenti elettroniche saranno a disposizione di genitori e figli che insieme creeranno piccoli esperimenti di fashion design utilizzando la tecnologia wearable. Ritorna anche la Missione su Marte, presente anche alla Maker Faire Rome 2017. Torna sì, ma in una versione 2.0 per coinvolgere i piccoli partecipanti in sfide spaziali all’interno di un’area robotica che riproduce fedelmente un paesaggio marziano. All’interno dell’area cinema, poi, grandi e piccoli potranno vivere un’esperienza di realtà virtuale sul tema dell’esplorazione.








