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Gli adolescenti sono iperconnessi e preferiscono chattare, lo dice un report
I giovani non parlano più di persona, ma per loro i social sono qualcosa di normale e che non merita sempre attenzione
15 Ottobre 2018

I giovani preferiscono le chat
Common Sense Media ha pubblicato un report da cui emerge un quadro generale sul ruolo che i social media svolgono nella vita dei ragazzi. Su 1.141 adolescenti, in età compresa tra i 13 e i 17 anni, uno su tre preferisce chattare con i propri amici piuttosto che incontrarli di persona. La stessa ricerca fu condotta nel 2012 e, rapportando i dati, la volontà di interagire tra di loro è calata fino al 32%.Le app più utilizzate sono Snapchat e Instagram, mentre Facebook non è più così in voga tra i ragazzi, piuttosto viene vista come una piattaforma per mettere in comunicazione nipoti e nonni addirittura!LEGGI ANCHE: Hashtag e bot esistevano già su mIRC, il papà (o forse il nonno) dei social network
Il ruolo che le app svolgono nelle loro vite è complicato e a volte contraddittorio. Jim Steyer, fondatore e CEO di Common Sense Media, afferma che i giovani sono molto più consapevoli oggi di quanto non fossero alcuni anni fa su i rischi che possono correre immergendosi così tanto in questo mondo “parallelo”, ma è fondamentale capire che per loro, ormai, i social sono degli elementi onnipresenti. Sono nati in un’epoca in cui è normalissimo possedere uno o più smartphone, avere un tablet o un pc sempre a portata di mano.Un rapporto più sereno e naturale con i social
I social media sono presenti ma neutrali, i ragazzi sono abituati ad accedervi, ma semplicemente in modo automatico e quindi molti di loro non hanno questa esigenza fisica e psicologica di consultarli in modo maniacale. Inoltre hanno imparato che la fantomatica guerra a ricevere o meno like e approvazioni, non è così importante, è normale condividere quasi tutto quello che fanno durante la giornata o un momento speciale, ma non così necessario. I like sono piacevoli, ma commenti dispregiativi o pochi like non condizionano più di tanto il loro umore, come accadeva, invece, dai dati emersi nella ricerca del 2012.
È un po’ un rapporto di amore e odio quello che si può constatare da questo report, sicuramente non è confortante sapere che un terzo di loro preferisce chattare, occhi bassi sullo schermo, invece che parlare, conversare apertamente con qualcuno. È come se i giovani non avessero voglia di confrontarsi con gli altri, come se un dialogo dovesse essere quasi ermetico, veloce e indolore, pieno di faccine poco espressive e tutte uguali.Il 70% degli adolescenti dichiara di utilizzare i social media più volte al giorno, ma solo il 16% ci vive sopra costantemente.È così noiosa la vita reale? Molti di questi ragazzi ci provano a tener giù il telefono e su lo sguardo, infatti parecchi sono infastiditi dal continuo “consultare” il cellulare dell’amico o amica di turno.
Uno degli autori del rapporto, Vicky Rideout, attribuisce quello che ha definito il “tremendo” aumento dell’uso dei social media – il 70% in più rispetto al 34% nel 2012 – alla crescente quantità di ragazzi che hanno uno smartphone.Le nuove tecnologie corrono talmente in fretta che si sentono in una sorta di limbo, molti vorrebbero tornare addirittura a vivere in un mondo in cui social media ed internet non esistevano, o almeno non erano una presenza così forte. Altri invece sono così abituati ad esservi immersi che non si sentono per niente disturbati da questo “alone” tecnologico.







