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In Cina gli attivisti di #MeToo usano la blockchain per combattere la censura
Per sostenere il movimento #MeToo in Cina, alcuni studenti si sono rivolti alla tecnologia alla base dei bitcoin per combattere la censura governativa
24 Aprile 2018
#MeToo è il movimento contro le molestie e gli abusi sessuali nato dallo scandalo di Harvey Weinstein a Hollywood. Secondo uno studio, citato dal Guardian all’inizio dell’anno, l’80% delle donne cinesi ha subito molestie, ma pochissime sono le denunce. In Cina #WoYeShi è nel mirino della censura online, che blocca qualsiasi contenuto considerato pericoloso e che rischia di minacciare la stabilità sociale

www.whatsonweibo.com Vent’anni dopo
Yue Xin è uno degli studenti che ha chiesto la pubblicazione completa dell’indagine sul caso di violenza sessuale. Il professore accusato non insegna più all’Università di Pechino e ha negato tutto, ma questo non ha impedito al gruppo di studenti di chiedere alla scuola di condividere le informazioni relative al caso. Yue è uno di loro e ha pubblicato online una lettera aperta il 23 aprile, spiegando che da quando lui e altri sette studenti hanno presentato una petizione ai funzionari scolastici il 9 aprile, è stato intimidito dalla scuola, sostenendo che i funzionari scolastici l’hanno costretto a cancellare tutte le informazioni che aveva sul caso, e persuaso i suoi genitori a chiuderlo in casa a tempo indeterminato.
China's women break silence on harassment as #MeToo becomes #WoYeShi https://t.co/2CGeKceuQH
— Becky Sue Swanson (@BeckySSwanson) April 4, 2018
In una transazione ethereum
La lettera però è diventata virale su WeChat di Tencent e Weibo di Sina, prima che venisse fatta cancellare. Finché la stessa lettera è stata assicurata in una transazione ethereum e, grazie alla blockchain, i sostenitori della causa di sono assicurati che non venga mai cancellata o manomessa.








