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Il futuro dell’esplorazione spaziale: un viaggio Terra-Marte (passando per la Luna)
L’esplorazione spaziale sta vivendo un periodo di rinascita: la curiosità e le sfide da superare sono due motori potenti che ci porteranno nei prossimi anni a fondare basi sulla Luna, esplorare Marte e, forse, a estrarre minerali dagli asteroidi
24 Giugno 2019
In lontananza i crateri che ha dovuto evitare durante gli ultimi istanti della discesa e, all’orizzonte, che appare vicinissimo date le dimensioni della Luna, una catena montuosa che ricalca il bordo del Mare della Tranquillità.Negli occhi di Neil tanta meraviglia e, forse, anche visioni di un futuro fatto di basi lunari, rover che percorrono la superficie del satellite, astronavi che guizzano avanti e indietro fra la Terra e Luna e centinaia di persone che vivono e lavorano nello spazio.Questa visione, oggi, non è ancora realtà ma il futuro che ci stiamo immaginando, a 50 anni da quel fatidico giorno, è davvero molto simile: i segnali del presente ci dicono che questo scenario è già in costruzione.Gira tutto intorno alla Luna
Il futuro prossimo dell’esplorazione spaziale è lunare, o meglio, cis-lunare. Attraverso un progetto internazionale guidato dalla NASA, realizzato in collaborazione con altre agenzie spaziali di tutto il mondo (come ESA, JAXA e Roscosmo), che sta lavorando a una stazione spaziale che verrà posizionata in orbita attorno alla Luna.LEGGI ANCHE: La NASA vuole tornare sulla Luna e ha scelto nove aziende private per aiutarlaSi chiamerà Lunar Orbital Platform-Gateway, Lunar Gateway per gli amici, e sarà, come suggerisce il nome, il portale d’accesso verso il nostro satellite, a disposizione delle agenzie governative ma anche dei privati.
Non un portale come lo Stargate, sia chiaro, ma un’infrastruttura che permetterà una presenza umana costante intorno e sulla Luna e che dovrebbe rendere l’ambiente cis-lunare decisamente più trafficato, quasi un crocevia del nostro sistema solare.Il Gateway farà da ponte per enti governativi, istituti di ricerca e addirittura privati, che avranno interessi di vario tipo. Potrebbe essere, per esempio, il punto di appoggio per costruire basi lunari, realizzate con moduli gonfiabili, già sperimentati in orbita dalla Bigelow Aerospace, o stampate in 3D usando direttamente il terreno del nostro satellite, come nel caso del progetto vincitore della NASA 3D printed habitat challenge.
Si progetteranno, inoltre, centri d’osservazione astronomica nel lato nascosto della Luna e verranno testati sistemi di estrazione e raffinazione dell’acqua dai giacimenti sotterranei.Non solo l’occidente ma anche la Cina sta guardando con molto interesse la Luna: proprio la superpotenza asiatica prevede di costruire una base al polo sud del nostro satellite, dove si trovano molti giacimenti d’acqua sul fondo di crateri mai esposti al Sole.L’acqua sarà “oro blu” anche su Marte
È proprio l’acqua una delle risorse più importanti da trovare sulla Luna.Sarà fondamentale non solo per dissetare gli astronauti e permetterci di coltivare in serre idroponiche, ma anche per estrarre ossigeno e idrogeno: il primo ci serve per respirare, dal secondo possiamo ottenere energia per alimentare le basi e gli impianti durante le lunghe notti lunari.
I due elementi, infine, potrebbero essere usati come combustibili per i razzi ed è proprio quest’ultimo utilizzo a rendere la Luna, e la creazione di un avamposto su di essa, così importante.LEGGI ANCHE: La Cina vuole sostituire i lampioni con una luna artificiale entro il 2020Il pieno per favore
Uno dei problemi fondamentali dell’esplorazione spaziale, oltre a quello di riuscire a tenere in vita quei sacchi di carne e ossa così fragili che si ostinano a voler girare l’Universo (se non si è capito parliamo di noi umani), è la costante necessità di carburante: una volta terminato quello portato dalla Terra, saremmo in balia di Sir Isaac Newton e delle sue leggi.Al contrario, rendendo la Luna una sorta di distributore di carburante a metà strada fra la Terra e il resto del Sistema Solare, si avvierebbe un processo, ci si augura esponenziale, di crescita dell’ambito commerciale spaziale.Spazio 2.0
Sono sempre di più, le agenzie private che dimostrano interesse nello spazio. Prima fra tutte la ormai famosissima SpaceX di Elon Musk, i cui razzi riutilizzabili stanno contribuendo ad aprire le porte dell’orbita terrestre anche a realtà che non possono permettersi di pagare centinaia di milioni di dollari per un singolo lancio.
In una sorta di nuova corsa allo spazio, questa volta commerciale, gioca un ruolo da protagonista anche la Blue Origin di Jeff Bezos, il CEO di Amazon, che sta sviluppando un suo sistema di razzi riutilizzabili. Proprio l’imprenditore americano ha recentemente mostrato la sua visione di futuro per lo spazio, un progetto a cui sta già lavorando creando un’infrastruttura di trasporti spaziali che sarà la chiave della sua realizzazione.Non ultima c’è la Virgin Galactic di Richard Branson, che presto offrirà viaggi suborbitali per i turisti spaziali, con uno spazioporto, fra i tanti, che sarà costruito in Italia a Grottaglie, in Puglia.
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