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Il Lifecycle Engagement: la relazione tra fidelizzazione e tempo
Tutti i segreti per mantenere alto il livello di attenzione dei propri destinatari nel corso del loro ciclo di vita secondo MailUp
23 Novembre 2020
Qual è la relazione tra fidelizzazione e tempo?
La prima parte dello studio è dedicata alla variazione dell’engagement nel corso del tempo a partire dal momento dell’iscrizione e rivela come i primi due, tre mesi costituiscano un momento chiave nel processo di coinvolgimento e fidelizzazione del nuovo utente.L’invio di comunicazioni errate o poco rilevanti, o l’assenza totale di comunicazioni, può trasformare in poche settimane un contatto fresco e ricettivo in un utente inattivo e disinterassato, che andrà a intaccare il database, non senza conseguenze in termini di deliverability e reputazione del mittente.Dai dati emerge come nel caso di frequenza di invio giornaliera e settimanale, gli utenti tendano a rientrare nella categoria “poco attivi” mentre, nel caso delle frequenze quindicinali e mensili, i destinatari rientrano nella categoria “inattivi”.Da ciò si deduce che una maggiore frequenza di invio è utile a contrastare il calo di interesse fisiologico dell’audience, mantenendo la parte più cospicua del database a un livello di engagement intermedio e quindi riducendo il peso del segmento completamente inattivo.Come influisce sull’engagement il numero di comunicazioni ricevute?
La seconda parte dell’analisi si è concentrata sulla rilevazione delle variazioni di engagement in base al numero di comunicazioni ricevute. Ne emerge l’importanza della frequenza di invio nel determinare il coinvolgimento o meno di un contatto. Maggiore è la distanza tra un messaggio e l’altro, maggiore risulta essere la porzione di destinatari disingaggiata.Quindi la soluzione è inviare più email possibile? Ovviamente no. I principi di rilevanza e coerenza del messaggio con gli interessi e le esigenze dell’utente rimangono un punto fermo. Tuttavia, è nelle prime settimane dopo l’iscrizione che si gioca il destino di un contatto: se vogliamo assicurarci di instaurare una relazione efficace e duratura, la frequenza di invio è un fattore da non sottovalutare.Da cosa dipende la dinamicità di un database?
L’ultima analisi riguarda la variabilità interna al database nel suo complesso, cioè gli spostamenti che i singoli contatti fanno nel tempo da un livello di engagement all’altro.Prima di tutto si scopre che la staticità di un database è solo apparente: sotto la superficie i contatti si muovono e, in base al modo in cui reagiscono alle comunicazioni, spostano continuamente i pesi e gli esiti di una campagna email. È fondamentale quindi tenere in considerazione i diversi livelli di engagement dei destinatari quando si definisce il target di un invio.Inoltre, lo spunto forse più importante che si può trarre da questo studio è che un’alta frequenza di invio porta due vantaggi: riduce le transizioni da un livello all’altro, favorendo quindi la stabilità dei cluster, e incentiva la disiscrizione degli utenti poco interessati al brand e alle sue comunicazioni, incentivando su base spontanea la pulizia del database.
I consigli di MailUp per mantenere alto il livello di engagement
Per riassumere possiamo stilare un vademecum di come gestire al meglio le proprie campagne favorendo un alto livello di engagement:- Impostare una welcome series (o serie di email di benvenuto) per assicurarsi che i nuovi iscritti vengano ingaggiati subito e nel modo corretto;
- Prevedere una frequenza di invio alta nei primi mesi successivi all’iscrizione: un ottimo modo per farlo è creare una campagna di onboarding per presentare ai nuovi iscritti i propri prodotti o servizi;
- Monitorare costantemente i livelli di engagement del proprio database per verificare la possibile presenza di anomalie;
- Segmentare il target delle campagne in base al livello di coinvolgimento per ottimizzare i costi e aumentare l’efficacia;
- Avviare campagne periodiche di riattivazione per recuperare i contatti diventati inattivi ma non ancora persi del tutto;
- Incentivare la disiscrizione dei contatti non più interessati alle comunicazioni: includere e rendere sempre ben visibile nel footer delle tue email il pulsante di disiscrizione.









