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Così Internet e i brand si impegnano per l’inclusività (e contro l’omofobia)
Grazie a internet e ai social network si è iniziato a discutere e a combattere l'omofobia nei confronti della comunità LGBTQ+
5 Giugno 2019

La storica campagna “It Gets Better Project”
“It Gets Better Project” è stata una delle prime campagne mediali che ha raggiunto con successo migliaia di giovani, sia gay sia eterosessuali.La campagna del 2010 è stata creata dopo la morte di Justin Aaberg e Billy Lucas. I due teenager americani, dopo un intenso bullismo nei loro confronti, decisero di togliersi la vita. La pubblicazione di un video su Youtube della durata di 8 minuti, da parte di Dan Savage, un giornalista statunitense, in compagnia del partner Terry Miller, ebbe un successo planetario: il video, in cui i protagonisti raccontano le proprie sofferenze, cosi come la capacità di superare le molestie e la non accettazione da parte di persone omofobe, è stato visualizzato e condiviso migliaia (se non milioni) di volte.Nel giro di pochi mesi, molti giovani e dozzine di celebrità (tra cui Hillary Clinton e Barack Obama), hanno creato e pubblicato i loro video personali a supporto dei giovani LGBT, con il desiderio principale che l’omofobia ed il bullismo venissero sradicati dalla società. Campagne di successo come questa sono davvero importanti per gli addetti al marketing, i quali, in tempi recenti, hanno deciso di focalizzarsi sul lato social, considerandolo come trampolino di lancio dei loro progetti.LEGGI ANCHE: 7 app di successo nate per la comunità LGBTLa svolta italiana
È soprattutto in seguito alle dichiarazioni del CEO di Barilla (“gli omosessuali hanno il diritto di fare quello che vogliono senza disturbare gli altri”) che in Italia si è iniziato a discutere in maniera molto più importante dell’omofobia, rispetto agli anni precedenti.Prima della discussa affermazione, soltanto alcune aziende, come Althea Sughi, avevano dato il proprio aperto appoggio nei confronti della comunità LGBTQ+. Erano, più che altro le associazioni LGBTQ+, in occasione dei Gay Pride o per la giornata mondiale contro l’omofobia, che tramite il Web, realizzavano spot non commerciali, i quali venivano condivisi soltanto da alcuni magazine online.A partire dal caso Barilla, invece, sono state davvero tante le aziende (chi lealmente e chi forse un po’ meno) a realizzare campagne sui social media contro l’omofobia.Ricordiamo, infatti, gli spot pubblicitari di quel periodo soprattutto dei principali competitor di Barilla, tra cui quelli di Garofalo (con il suo slogan “Le uniche famiglie che non sono Garofalo sono quelle che non amano la buona pasta”), Buitoni (con “A casa Buitoni c’è posto per tutti”) e De Cecco (il cui slogan, postato sui propri social media ufficiali recitava “Dove c’è De Cecco c’è rispetto”). Una vera e propria ondata di pinkwashing che, seppur non sempre fosse leale, ha aiutato molto la comunità LGBTQ+ ad uscire fuori dalla semi-oscurità in cui per anni è stata confinata.Lo stesso Guido Barilla, per spegnere i focolai interni nelle proprie aziende americane, ha deciso di incontrare personalmente i propri dipendenti, scusandosi e specificando che nessuno in Barilla nutriva sentimenti omofobi. Un anno dopo Barilla ha ottenuto il punteggio “100/100 gay friendly” dalla Human Right Campaign.Dal caso Barilla ad oggi, ogni anno le aziende, nel periodo dell’Onda Pride e nelle principali giornate dedicate alla comunità LGBTQ+, scendono virtualmente e fisicamente “in piazza” per combattere tutte le forme d’odio e per sostenere cittadini che, ancora nel 2019, possono ritenersi di serie B.Tra queste, ad esempio, Vitasnella, che è sponsor ufficiale da diversi anni del Milano Pride e del Roma Pride.La bottiglietta da mezzo litro di Acqua Vitasnella, con l’etichetta realizzata su misura, è diventata, quindi, portavoce del sostegno alla causa LGBT. Ecco cosa viene affermato sul sito dell’azienda: “La nostra costante presenza ai Pride di Roma e Milano conferma il sostegno che forniamo alla causa di coloro che lottano per il diritto e la libertà di essere sé stessi, al meglio. Da sempre ci proponiamo come validi alleati di tutti coloro che desiderano prendersi cura del proprio corpo e della propria vita, promuovendo la propria unicità e la ricerca del proprio benessere a 360°. Così, il messaggio di essere sé stessi al meglio si estende anche al più puro dei significati: essere liberi di amare”.








