Il debito di competenze cresce in silenzio: come riconoscerlo prima che rallenti l’azienda
Da Parole O_Stili arriva un nuovo manifesto per la comunicazione non ostile in azienda
"Quando le parole sono un ponte" è lo slogan della seconda edizione dell'evento che si è tenuto a Trieste lo scorso 7 giugno
11 Giugno 2018
Le parole come ponte senza dimenticare il confronto democratico
Ciascuno degli esperti della rete, influencer, politici, giornalisti e manager intervenuti, ha scelto e dichiarato una propria parola ponte ma, giustamente ci ricorda la scrittrice Michela Murgia, un ponte tra idee, da intercettare e confrontare e non tra paure da condividere ed esaltare.https://youtu.be/smvIi6xZuHIUn ponte per cercare il consenso, certo, ma senza dimenticare che il conflitto tra opinioni e idee è alla base della democrazia, ma è un conflitto che deve essere costruttivo, già dalla scelta delle parole: non è lo stesso parlare di un avversario, che di solito ha un nome e un cognome, è identificabile, o di un nemico, che più spesso è anonimo, nell’ombra, è fatto da “quelli lì”, chiunque siano quelli.Nel confronto non è lo stesso togliere il superfluo, semplificando per farsi comprendere, rispetto a banalizzare, togliendo l’essenziale per plasmare la realtà secondo criteri tendenziosi.L’uso di un linguaggio aggressivo e irrispettoso si diffonde sempre di più anche in ambito lavorativo, così crede il 58% dei lavoratori e dirigenti intervistati, ed è anche per questo che in questa edizione è stato presentata una nuove versione del manifesto delle parole ostili, dedicato proprio al mondo aziendale.LEGGI ANCHE: Parole Ostili: un Manifesto per fermare la violenza onlineIl (nuovo) manifesto per la comunicazione non ostile in azienda
Il manifesto delle comunicazione non ostile per le aziende nasce per dare una risposta ai rischi connessi alla diffusione di un linguaggio d’odio e per offrire una guida e l’ispirazione per gestire il dialogo sui social media e online, attraverso dieci principi.Sono state molte le aziende che hanno sponsorizzato l’iniziativa e i cui manager hanno illustrato, in un panel dedicato, le loro esperienze e strategie di gestione della comunicazione in un contesto ostile.
Un contesto in cui la semplicità e trasparenza sono fondamentali, perché dichiara Annamaria Testa, anche l’opacità nella comunicazione può essere colta come ostile.Le aziende, ci ricorda Maria Cristina Origlia – Managing Editor del Sole24Ore, sono sempre di più ecosistemi di produzione e condivisione di contenuti grazie alla penetrazione del digitale in ogni contesto e momento della nostra vita. Proprio per questo il ruolo sociale delle aziende diventa sempre più importante come aggregatori di idee, cittadinanza, valori, facendo cultura nell’intera società.








