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La legge protegge la privacy dei minori sui social, anche dai comportamenti dei genitori indisciplinati
"Chi viene esposto impropriamente sui social ha diritto a richiedere la rimozione dei contenuti illecitamente pubblicati e il risarcimento dei danni subiti"
16 Febbraio 2018

Cosa vuol dire ‘esporre’ i propri figli sul web? Quali sono i rischi che ancora alcuni genitori ignorano?Quando si pubblicano foto online si deve sempre pensare che le stesse potranno essere viste da chiunque acceda alla pagina web dove sono state inserite o comunque da tutti coloro cui si dà accesso attraverso le limitazioni di condivisione che alcuni social consentono di impostare.Nel pubblico che può accedere all’immagine del figlio pubblicata online potrebbe nascondersi qualche malintenzionato, ma potrebbero esserci anche i compagni di classe, gli amici e, in generale, gli utenti della rete e dei social, da cui il minore e futuro adulto potrebbe non voler essere visto in pose imbarazzanti o lesive della sua dignità.Occorre dunque prestare attenzione prima di pubblicare una foto, tenendo conto, in particolare, del contesto in cui il figlio è inserito ed evitando in ogni caso la diffusione di materiale che potrebbe essere utilizzato per fini illeciti o incidere in termini negativi sull’immagine del minore (web reputation), ricordando, a tal fine, che, nonostante gli strumenti oggi previsti anche dalla normativa in materia di protezione dei dati personali – quali il diritto alla cancellazione o oblio – non sempre è facile eliminare i contenuti, una volta immessi in rete.
Ritieni, nel caso specifico (multa da 10.000 euro) la pena pecuniaria adeguata?In realtà, diversamente da quanto sia stato riportato in molti commenti che ho avuto modo di leggere online, non è corretto dire che la donna sia stata condannata a pagare 10 mila euro di multa per la pubblicazione non autorizzata sui social delle foto del figlio.Nel caso di cui si discute, infatti, il minore (sedicenne) ha esercitato, tramite il tutore, il diritto di opposizione alla diffusione dei suoi dati (immagini e altri dettagli personali) da parte della madre, cui era stata sottratta la potestà genitoriale.La donna, nonostante l’ordine del giudice di cessare la pubblicazione delle informazioni personali sul figlio, posto a suo carico nel mese di maggio del 2017, aveva continuato a pubblicare immagini, notizie e vari dettagli relativi al minore.Il Tribunale di Roma, con l’ordinanza del 23 dicembre 2017, ha dunque disposto la rimozione delle immagini e delle informazioni sul ragazzo già inseriti in passato dalla donna su social network, ha inibito alla stessa l’ulteriore diffusione di dati personali relativi al figlio e ha fissato, ai sensi dell’art. 614 bis c.p.c. una somma da pagare nel caso di inottemperanza degli obblighi imposti nel provvedimento. Non si tratta dunque di una “multa” per aver pubblicato, senza autorizzazione, foto e altri informazioni personali del minore. Tecnicamente lo strumento adottato è una “misura di coercizione indiretta”, avente lo scopo di fare adempiere spontaneamente gli obblighi imposti nel provvedimento.







