Cosa significa Self-Hosted AI
Perché chi dice che Tesla o Facebook falliranno o non capisce o rosica
In Silicon Valley sono sempre più delineate due fazioni politiche, avventurieri-progressisti e visionari-conservatori, e chiunque difende una posizione. L'editoriale del direttore Aldo Pecora
29 Marzo 2018

I due “partiti” del Tech
In questo momento quando si parla di digital economy e big tech company, nei fatti si stanno via via delineando due fazioni: da un lato gli “avventurieri“, chiamiamoli pure quelli più “spudorati”, molto attenti al mercato, a vendere, fare cassa. Quelli cui insomma fa capo a tutta la galassia Mark Zuckerberg / Facebook più, solo in questa visione, il competitor diretto (almeno sul mercato adv) numero uno, Google. Sono i “progressisti“, anche se un po’ modello “Comunisti col Rolex”, per citare J-Ax.Dall’altro lato ci sono quelli più “visionari“, che al tempo stesso sono quelli paradossalmente più “conservatori“, che nonostante siano proiettati su progetti molto più folli – dal punto di vista meramente imprenditoriale – e probabilmente meno remunerativi, tendono a rischiare in proprio. La squadra del don’t try this at home, come dire “ok, io progetto razzi spaziali, treni superveloci, collegamenti neurali, auto elettriche, magazzini con robot, consegne con droni, eccetera, ma io posso permettermi di rischiare con la tecnologia, e con i miei soldi, voi meglio di no”.Sono quelli che avevano già vent’anni quando Zuckerberg andava ancora all’asilo, che hanno vissuto più o meno direttamente la bolla delle dot com. Insomma, i vari Elon Musk, Jeff Bezos, Bill Gates, eccetera.Le prime prove generali di questa contrappsizione culturale e industriale le abbiamo intraviste in occasione della polemica sull’intelligenza artificiale, più o meno un anno fa. Con Musk che è arrivato anche a dare dello scemo a Zuckerberg.E in quest’ottica, secondo la belligeranza fredda e silenziosa di questi due opposti schieramenti, stanno succedendo delle cose, compresa l’esplosione dello scandalo Cambridge Analytica, che sicuramente ci ha aiutato ad avere più consapevolezza di tutto quello che stiamo delegando e, anzi, regalando ai giganti del digitale, in nome della disintermediazione, della velocità, del “risparmio”, dell’efficienza e bla bla bla. Ma che sicuramente, e se siamo intellettualmente onesti dobbiamo dirlo, non dispiace a chi, ad esempio, ha provato a mettere le mani (dopo averci messo prima anche dei soldini) su Facebook, e sul controllo soprattutto degli editori. E qui ogni riferimento a Soros e soci è certamente causale.








