YouTube integra un chatbot AI sulle smart TV
Content Marketing: come sopravvivere al calo delle condivisioni e alla saturazione dei contenuti
I tempi si fanno interessanti per i content marketer: la qualità vince sulla quantità, ma l'engagement diminuisce e il private sharing aumenta
12 Marzo 2018
Saturazione dei contenuti
Il volume dei contenuti pubblicati continua ad aumentare e, all’emergere di nuovi argomenti e temi di tendenza, questi vengono immediatamente saturati. Pensiamo ai bitcoin, topic che ha avuto la propria esplosione verso la fine del 2017. L’interesse verso l’argomento ha ovviamente visto un aumento significativo della creazione dei contenuti sul tema.
Declino dei social referral
Nel 2016 Facebook risultava guidare molti più referral ai siti dei publisher, rispetto a Google. Questo ovviamente ha spinto numerosi marketers a focalizzarsi più sul social traffic. Come sappiamo, però, il mondo digital è in continuo cambiamento. Nel 2017 si è assistito ad un declino dei Facebook referral, come rappresentato da questo grafico condiviso da Shareaholic, in cui i referral da siti Google aumentano nuovamente, a discapito proprio di Facebook.
Calo del social sharing
La media dei contenuti condivisi sui social media si è dimezzata (letteralmente dimezzata). Buzzsumo ha condotto un’analisi su 100 milioni di contenuti pubblicati nel 2017, analizzandone la condivisione sui social e, a confronto con lo stesso studio condotto nel 2015, è emerso che la media di condivisione dei contenuti sui social è passata da 8 del 2015 a 4 del 2017. Diventa sempre più difficile provocare condivisioni e engagement sui social media, e questo è dovuto da 3 distinte motivazioni:> Aumento della competizione: il content shock è dovuto all’aumento della competizione e, quindi, della creazione di contenuti riguardo ad argomenti di tendenza, che diventa inversamente proporzionale alle condivisioni.> Cambi all’algoritmo di Facebook: i cambi all’algoritmo di Facebook hanno portato a un declino di reach organico da parte di brand e publisher. Inoltre sono stati penalizzati (finalmente) i post in stile “clickbait”, riducendone il reach e l’engagement.> Incremento del private sharing: parliamo dei canali che rientrano nella categoria di dark social, in cui le condivisioni avvengono tramite messaggistica privata (Messenger, Whatsapp, WeChat, Viber) o canali come Slack o tutti gli altri in cui viene copiato un link e non condiviso. I dati suggeriscono che il private sharing è due volte maggiore rispetto alla condivisione pubblica.
I metodi di ricerca dei contenuti cambiano









