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Dal cibo disidratato agli M&M’s, ecco cosa mangiano gli astronauti nello spazio
L'evoluzione dei pasti degli astronauti è stata lenta nel corso degli ultimi cinquant'anni, ma ora ci si prepara perfino per i cibi freschi
30 Luglio 2019
Campeggio nello spazio
Innanzitutto bisogna lavorare un po’ di fantasia, allontanandoci dal concetto di cibo e di preparazione a cui siamo abituati. Pensate a quando ci si prepara per un campeggio della durata di diversi giorni. Occorre portare una quantità di cibo adeguata, scegliere cibi quasi per nulla deperibili e avere gli attrezzi per prepararli e cucinarli.Non finisce qui: alla fine del viaggio in campeggio, è necessario anche pulire e conservare tutti gli attrezzi, e mettere da parte la spazzatura per poi smaltirla correttamente prima di tornare a casa.Gli astronauti, fondamentalmente, fanno la stessa cosa quando vanno nello spazio: alcuni cibi possono essere mangiati nelle loro forme naturali, come la frutta e i biscotti. Altri alimenti, come i primi, richiedono invece l’aggiunta d’acqua e vanno riscaldati poiché già precotti. Naturalmente, nella stazione spaziale c’è un forno per riscaldare il cibo degli astronauti alla giusta temperatura. Per molti anni non ci sono stati frigoriferi, quindi gli alimenti spaziali dovevano essere conservati e preparati correttamente per evitare deterioramenti, specialmente nelle missioni più lunghe.
Conservazione e smaltimento
Il cibo degli astronauti arriva in confezioni usa e getta. I cosmonauti devono gettare via i pacchi quando hanno finito di mangiare. Alcune confezioni sono realizzate in modo tale da impedire al cibo di volare via. L’imballaggio per alimenti è progettato per essere flessibile e facile da usare, oltre che per ottimizzare lo spazio durante lo stivamento o lo smaltimento di contenitori per alimenti.La dieta degli astronauti è sicuramente completa e bilanciata perché comprende verdure, pollo e riso integrale. Gran parte di essi sono termostabilizzati, ossia pastorizzati o sterilizzati o disidratati. Questi procedimenti aiutano a fermare la carica batterica che altrimenti si formerebbe all’interno del piatto, rendendo così lo space food conservabile fino a 36 mesi.LEGGI ANCHE: Il cibo del futuro sarà più sano e più accessibile (ma dipende anche da noi)L’evoluzione del cibo degli astronauti
Ma percorriamo un po’ la storia e l’evoluzione del cibo spaziale. Innanzitutto facciamo una precisazione. I cosmonauti dell’Apollo 11 ebbero già a disposizione un menù migliorato, e non di poco, rispetto agli inizi.1962: a base di tubettiNel 1962 il russo Yuri Alekseyevich Gagarin dovette mangiare carne, fegato e verdure frullati da un tubo mentre orbitava intorno alla Terra. Ha dovuto spremere la salsa di cioccolato da un altro tubo per godersi il suo dessert nello spazio.1965: disidratato in sacchetti sigillatiNel 1965, il programma Gemini della NASA condusse il suo primo volo con equipaggio a bordo e decise di inviare cibo disidratato in sacchetti. Queste buste sigillate contenevano alimenti come budino di riso, uova strapazzate e pollo al curry. Anche le bevande come caffè e latte erano sigillate in sacchetti.Tutti i pasti venivano accompagnati da istruzioni su come reidratarli e ogni pasto conteneva meno calorie del normale, questo perché il fabbisogno calorico degli astronauti è più basso in condizioni di assenza di gravità.












