Tre anni di ChatGPT: l’impatto sul mercato azionario e sulla geopolitica
Greta, Nasrin e Joshua: tutti possiamo diventare il simbolo del cambiamento nel mondo
Storie di attivisti (o solo di chi ci crede ancora) che lottano per un mondo migliore
26 Aprile 2019
Nel ventunesimo secolo, infatti, a fronte della relazione intima tra uomo e smartphone, c’è ancora chi alza la testa e grida forte al mondo che vuole cambiarlo. Non sono eroi nel modo in cui li abbiamo sempre immaginati, né sono nati come personaggi famosi e se lo sono diventati è spesso per la loro determinazione e coraggio per la difesa dei diritti.Possiamo trovarci in disaccordo con le loro azioni, non fidarci dei loro scopi, criticarli per il modo di comunicare, ma una cosa è certa: non possiamo ignorarli.Così anche l’attivismo di Nasrin Sotoudeh, Joshua Wong e Greta Thunberg scuote gli animi di tutto il mondo e crea consapevolezza su temi sociali e ambientali, ingiustizie e abusi di diritti umani. Perché lo fanno? Semplicemente perché è giusto farlo.Nasrin Sotoudeh
Ciao, mio caro Nima,scriverti una lettera è davvero difficile. Come posso dirti dove sono quando sei così innocente e troppo giovane per comprendere il reale significato di parole come prigione, arresto, condanna, processo, ingiustizia, censura, oppressione contro l’emancipazione, libertà, giustizia e uguaglianza?Nasrin Sotoudeh, lettera a suo figlio Nima di 3 anni, 2010Nasrin Soutodeh, 55 anni, è un avvocato e attivista per la difesa dei diritti umani in Iran. Si trova in carcere da giugno 2018 condannata a 38 anni e 148 frustate. I reati di cui è accusata sono:
- opposizione all’obbligo del velo, sia durante l’attività di avvocato che fuori;
- attività pacifiche che le autorità hanno considerato come “criminali”, per esempio l’appartenenza a gruppi per i diritti umani come il “Centro per difensori dei diritti umani” e la “Campagna Step by Step” per l’abolizione della pena di morte;
- la scelta di un avvocato indipendente invece di uno dall’elenco dei 20 selezionati dal capo del potere giudiziario.

L’attivismo in difesa dei diritti umani
L’attivismo di Nasrin è iniziato nel 1995, quando a 32 anni diventa uno degli avvocati più attivi nella società iraniana e inizia a difendere persone con diritti umani negati (pena di morte minorile, protesta hijab) o che lottano per essi, come Omid Memarian, giornalista iraniano e blogger, arrestato per aver pubblicato articoli su giornali riformisti e aver dipinto in modo negativo la nazione e alimentato la questione delle donne.Nasrin ha difeso, inoltre, le donne che protestano contro l’hijab (velo che copre il capo e le spalle), come Shaparak Shajarizadeh, condannata a 20 anni di carcere per aver rimosso il velo in pubblico e aver postato il video online.LEGGI ANCHE: Decathlon blocca la vendita dello hijab sportivo in Francia dopo le minacce di boicottaggio dei politiciGrazie anche all’attivismo di Nasrin Sotoudeh, la condizione dell’Iran è uscita dai confini del Paese e sta mobilitando l’opinione pubblica mondiale.Numerose sono le manifestazioni anche in Italia per la sua liberazione. Parigi si appresta in questi giorni a concederle la cittadinanza onoraria. La mobilitazione più grande giunge però da Amnesty International, che sta raccogliendo firme da presentare al Capo della magistratura Ebrahim Raisi per il suo rilascio. L’organizzazione è anche in diretto contatto con Reza Khandanm, marito di Nasrin, che sottolinea l’importanza di comunicare e diffondere la situazione in Iran e supportare Nasrin, così che l’interesse dell’opinione pubblica porti i leader mondiali a fare pressioni sull’Iran.Joshua Wong
Puoi dire che abbiamo fallito perché non abbiamo raggiunto il cambiamento nel sistema politico. Ma noi abbiamo piantato un seme nelle generazioni più giovani. A differenza di coloro che hanno più di 40 anni, di cui il 70% si è opposto alle nostre azioni, migliaia di studenti di liceo si sono interessati alla politica grazie all’occupazione. E loro ci supportano.Joshua Wong, 2017
Nel 1997, dopo oltre 150 anni, il Regno Unito consegna Hong Kong, prima colonia britannica, alla Cina. Il cambiamento è storico e Hong Kong, che fino a quel momento aveva vissuto con valori occidentali, non viene automaticamente inglobata nel sistema della Repubblica Popolare Cinese, ma mantiene una sua autonomia e un suo sistema (l’accordo vale fino al 2047) pur essendo della Cina: “Un Paese, due Sistemi”.Hong Kong infatti mantiene delle libertà, come un sistema economico capitalista, l’elezione dei propri leader, l’organizzazione sociale, lo stile di vita, i dritti e le libertà individuali, di espressione, di stampa, di riunione, sciopero, ricerca accademica, liberà del piano di studi. Almeno all’inizio così sembra.Negli anni il controllo della Cina è man mano cresciuto e vedendo nei giovani di Hong Kong comportamenti poco patriottici il governo centrale propone di applicare nelle scuole un progetto di Istruzione Nazionale, volto cioè a introdurre programmi scolastici “di propaganda” definiti da Pechino.Joshua Wong in quel periodo è uno studente di liceo e pensa che il Progetto di Istruzione Nazionale sia una mossa per il lavaggio dei cervelli che porterà alla perdita identitaria di Hong Kong. Questa cosa non gli va proprio giù.Scholarism e il movimento degli ombrelli
Nel 2011 Joshua Wong fonda un gruppo studentesco di attivisti Scholarism e inizia a protestare in strada con qualche striscione e volantino. All’inizio i sostenitori sono davvero pochi, i genitori non vogliono che i propri figli siano distratti dalla scuola, ma poi giorno dopo giorno grazie alla sua determinazione, il movimento aumenta fino all’occupazione della piazza del governo nel 2012 con 120.000 sostenitori.Il leader C.Y. Leung abbandona il piano di “Educazione Morale Nazionale” e lascia a ogni scuola la libertà di adottarlo o respingerlo. Ma la protesta di Joshua Wong è solo all’inizio.
Greta Thunberg
Voi parlate solo di una infinita crescita della green economy, perché avete troppa paura di essere impopolari. Parlate solo di andare avanti con le stesse idee sbagliate che ci hanno messo in questo casino, anche quando l’unica cosa sensata da fare è tirare il freno di emergenza. Non siete abbastanza maturi per dire le cose come stanno, anche questo fardello lo lasciate a noi bambini.Greta Thunberg, Cop 24 Katowice, 2018Rispetto a Nasrin Sotoudeh e Joshua Wong, Greta Thunberg è una figura abbastanza controversa. Greta è un’attivista per l’ambiente e protesta contro il cambiamento climatico. Non rischia la prigione (almeno per ora), i governi sono disposti ad ascoltarla ed è nata in Svezia, un paese libero, e da una famiglia borghese. Greta ha la possibilità di manifestare liberamente per tutta l’Europa, postare sui social quello che pensa e dire francamente ai leader politici che sono bugiardi e hanno fallito.









