OpenAI starebbe chiedendo ai collaboratori esterni di caricare lavori reali svolti in passato per addestrare i suoi modelli
14 Gennaio 2026 - 3 minuti
22 Gennaio 2018

«Non a caso la fascetta di copertina riporta: indicazioni non convenzionali per la creatività post-web. Ma non lasciatevi spaventare da queste definizioni, perché è pensato per essere letto come una piacevole narrazione che alla fine, come in un giallo, fa comprendere chi siamo oggi in piena epoca post-web. Insomma ho scritto un romanzo per immagini che fa da ponte fra gli accademici che si occupano della materia e il grande pubblico».«Ho quindi steso con le parole frasi che mi piace definire pop-up, al fine di far apparire nel pensiero di ogni lettore le mie raffigurazioni. Il tutto utilizzando un principio antico quanto le immagini: ognuno di noi vuole sapere cosa nascondono e da dove arrivano. Ecco leggendo questo romanzo credo si trovi un a possibile soluzione, non nelle parole in sé, ma in ciò che faranno apparire nel pensiono di chi legge».Oggi l’Editoria – almeno una parte di essa – è in grandi difficoltà. Per i nuovi formati (es. eBook) e i nuovi player (es. Amazon) del web, ma anche – diciamolo! – per cause endogene, ovvero per i limiti e la limitata capacità di vision del settore. I romanzi, poi, rischiano sempre di cadere nella quota di libri che vendono meno, se non diventano best seller. Fatta questa premessa catastrofica 🙂 perché hai scelto di scrivere 1) un romanzo 2) cartaceo?«L’ho fatto perché credo che i romanzi non invecchino mai e siano costantemente al presente, essendo strumenti della comunicazione che sanno passare, quando ben scritti, sempre nuove informazioni. Tutto questo è dovuto al fatto che la narrazione, qui da me utilizzata, è un mezzo che sa propagare idee, anche complesse e colte, attraverso l’evocazione di immagini. Un percorso che nella saggistica, di cui comunque continuo a occuparmi, si ha più difficoltà a fare».«Ho scelto la forma cartacea perché l’eBook è un nuovo medium, quindi non un clone virtuale del libro, ma un mezzo di comunicazione che chiede altresì un nuovo metodo di scrittura. E anche si mi sono aperto alla mutimedialità in questo caso ho scritto con una logica più affine al romanzo cartaceo che a quello dell’eBook».«In merito ai nuovi player mi piace pensare in positivo. Infatti credo che senza Amazon tante piccole case editrici di qualità non riuscirebbero a emergere, in fondo sappiamo tutti che per un piccolo editore non è facile entrare in libreria. Di conseguenza sono convinto che gli e-commerce di libri, se utilizzati bene, qualifichino anche il lettore».Potrebbe interessarti anche
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