Gomme online: come cambia il marketing dei ricambi
Non è un paese (social) per i giovani. Ecco perché la generazione Z torna offline
Analisi del fenomeno sempre più diffuso dell'esodo dei giovanissimi dal mondo dei social network
11 Settembre 2018

Un esodo dai social?
Un fenomeno se non di massa, comunque molto importante, quello dell’abbandono dei social da parte dei più giovani a favore di un ritorno alle origini. Attenzione, non stiamo parlando di un rifiuto totale dei social network da parte della Z Generation ma sicuramente di un utilizzo molto più selettivo e mirato rispetto ai loro fratelli maggiori.Se infatti i Millennial (nati tra il 1980 e il 1995) sono quelli dei selfie e della condivisione di qualsiasi cosa, la Generazione Z (nati dopo il 1995) usa al contrario molti più dispositivi (5 invece dei 3 dei Millennial) ed è molto più attenta alla privacy e critica nei confronti della qualità dell’informazione.Allo stesso tempo, se per i giovani cresciuti negli anni Novanta il mondo social ha rappresentato il vero punto di rottura tra il prima e il dopo, per i loro fratelli più piccoli il mondo virtuale di Facebook, Instagram e Snapchat non è altro che un dato di fatto, nulla da dover scoprire e sperimentare. “Ma che ne sanno i duemila” ci verrebbe da dire. Invece, loro lo sanno eccome.
In Gran Bretagna, per esempio, il 63% degli studenti under 20 sarebbe felice se i social media non fossero mai stati inventati e per ogni giovane curvo su uno schermo, ce ne sono altri per i quali i social media non hanno più fascino e interesse. Il desiderio di costruire autentiche amicizie offline sembra tornare in auge e voltare le spalle alla tecnologia e al mondo virtuale fa sempre più tendenza . Ma come possiamo spiegarlo?Una spiegazione del fenomeno
Per cercare di dare una risposta o almeno capire di più sul fenomeno dell’abbandono dei social network da parte della Z Generation abbiamo fatto quattro chiacchiere con un esperto che ci ha chiarito alcuni punti. Ecco cosa ci ha detto Romeo Lippi, Psicologo, Psicoterapeuta e Founder del progetto Lo psicologo del Rock, ovvero un percorso di Song Therapy in cui le canzoni sono utilizzate come mezzo e strumento per conoscersi e migliorarsi.
Ciao Romeo, la Generazione Z è nata e cresciuta online, perché allora un numero sorprendente di loro improvvisamente volta le spalle a Instagram, Facebook e Snapchat?«I giovani per loro natura e per loro cultura cercano sempre la novità, l’originalità, e soprattutto desiderano sentirsi diversi da quelli che considerano adulti. Siccome su Facebook prima, ma come sta succedendo ora anche per Instagram e Snapchat sono sbarcati gli adulti e tra questi anche i loro genitori, scatta il rifiuto per quello che prima consideravano un mondo innovativo, speciale e diverso.Da qui è facile pensare che originale e innovativo sia proprio il non essere più sui social. Quello che i giovani vogliono soddisfare è il bisogno e la necessità di novità e diversificazione cosa che secondo loro i social network ora non possono più offrire. I social sono lo standard».Mentre i giovani della Generazione Z si stanno allontanando sempre di più dal mondo social, i Millennial sembrano apprezzare sempre più il loro status virtuale sui social. Come mai questo divario?«Per i Millennial i social sono diventati un elemento imprescindibile per ottenere gratificazione sociale. I like alle foto, i commenti non fanno altro che gratificarci e dare degli impulsi positivi al nostro cervello. È un esempio di stimolo risposta molto rapido ed efficace.Il nostro cervello si abitua in fretta a questo meccanismo ed è come avere a disposizione una dose giornaliera di gratificazione che passa attraverso i social. Non dobbiamo dimenticare poi che i Millennial hanno investito molto di più sui social sia a livello di immagine che di opportunità di lavoro, mollarli per loro sarebbe impensabile e significherebbe rinunciare a questo investimento».







