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  • 8 errori sui social media che le aziende dovrebbero evitare nel 2023

    Gli sbagli più comuni, quelli da non commettere se si vuole battere la concorrenza

    22 Novembre 2022

    Il panorama dei social media per le aziende si è rimodellato negli ultimi anni e continua ad evolvere rispetto alle ultime tendenze. In passato, i social venivano utilizzati per tenersi in contatto con amici e familiari e per intrattenersi. Da qualche anno ormai sono diventati una fonte importante di pubblicità e di branding per le imprese. social media Le aziende utilizzano i social media per commercializzarsi e raggiungere un pubblico più vasto. Solo nell’ultimo anno le persone connesse ad internet in Italia sono quasi 51 milioni. Gli utenti attivi sulle piattaforme social sono oltre 43 milioni, il +5,4% rispetto al 2021. In un mercato altamente competitivo come quello italiano i brand si sforzano quotidianamente per utilizzare al meglio ogni tecnologia e piattaforma, dai Meta Business Tools a LinkedIn Marketing Solutions, passando per TikTok for Business. Tuttavia quando le aziende iniziano a utilizzare i social media per commercializzare i loro prodotti e servizi, commettono alcuni errori nel processo. Vediamo quali sono le principali disattenzioni, quelle da evitare se si vuole battere la concorrenza.

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    1. Nessuna social media strategy in corso

    Per prima cosa, non avere un piano di social media marketing operativo può costare caro. La maggior parte delle aziende non riesce a creare una strategia di social media marketing quando inizia a fare attività sui social e di questo sicuramente se ne pentirà in seguito. Avviare una presenza strategica sui social aiuta a comprendere meglio il comportamento, i bisogni e i desideri dei (potenziali) clienti, le simpatie e le antipatie, gli interessi e i punti di debolezza. Questi dati permettono di elaborare una strategia di contenuti adatta a cui sarà sicuramente fondamentale aggiungere:
    • Uno schema degli obiettivi sui social media per ciascuna piattaforma
    • In che modo saranno utilizzati i vari canali per raggiungere questi obiettivi
    • I contenuti da pubblicare
    • Una chiara suddivisione dei compiti all’interno del team social
    • Le metriche che traccerai per convalidare il raggiungimento degli obiettivi e il successo
    • Spazio per le osservazioni e le analisi per inserire i dati nel processo di miglioramento continuo della strategia
    LEGGI ANCHE: Dimensioni immagini social 2023: la guida aggiornata

    2. Non essere consapevoli del proprio pubblico

    Immaginiamo di creare una strategia di social media per tutti i social network e di metterla in atto. Dopo un mese, i dati di copertura e coinvolgimento non superano le aspettative. Il problema? Forse stiamo prendendo di mira il pubblico sbagliato. Schivare il passaggio di consapevolezza del pubblico di destinazione non porterà da nessuna parte. La strategia sui social media senza la conoscenza dell’audience potrebbe trasformarsi in un flop. social media Sarà dunque necessario comprendere prima i dati demografici, i sentimenti e i vari modelli comportamentali. In questa fase sarà sicuramente importante incrociare l’utilizzo di più strumenti social per comprendere le esigenze e per ottenere informazioni sulla percezione del marchio da parte del pubblico. LEGGI ANCHE: Tool, idee e strategie di Content Marketing per catturare (tutti) gli utenti

    3. Non coinvolgere adeguatamente il pubblico

    Un altro errore comune che le aziende commettono nella attività di social media marketing è di non coinvolgere il proprio pubblico. Non solo il coinvolgimento è un fattore di ranking, ma migliora anche la reputazione del marchio risolvendo le domande dei clienti sui forum pubblici. Interagire costantemente con il pubblico aiuta a creare fiducia e migliora la fidelizzazione dei clienti. Mantenere delle relazioni costanti con clienti e follower, interagire spesso con loro, dovranno essere dei mantra. Tuttavia, occorre essere saggi per sapere a quali commenti rispondere e a quali no. Non tutti i commenti sui social hanno bisogno di una risposta o necessitano di una particolare attenzione. Le sezioni dei commenti ogni giorno sono invase da messaggi di spam e commenti negativi dannosi (alcuni autentici, altri fake). Questi commenti sono da gestire in maniera intelligente, poiché possono creare o distruggere la reputazione di un brand.

    4. Prendere alla leggera spam e commenti negativi

    Spam e commenti negativi possono annacquare tutto l’eccellente lavoro svolto sui social media. È fondamentale maneggiarli con cura. Alcune persone pubblicano commenti dannosi solo per il gusto di farlo. Un cliente insoddisfatto si sente quasi in dovere di condividere la sua delusione e la brutta esperienza con un azienda su canali pubblici come Instagram, Facebook o Recensioni di Google. Anche se non possiamo impedire loro di pubblicare recensioni negative, possiamo provare alcuni suggerimenti per gestire le richieste in maniera professionale e forse anche convertirle in positive. Nascondere i commenti su Facebook è un modo per affrontare tali scenari e proteggere la reputazione del proprio marchio, ma non sempre funziona.

    5. Il piano è incoerente

    Un’azienda incoerente nella pubblicazione di contenuti sui social media trasmette un messaggio preciso ai propri clienti: l’azienda semplicemente non si preoccupa del pubblico. I vantaggi di avere una presenza attiva sui social sono innumerevoli, l’incoerenza può far perdere i clienti esistenti oltre a rendere difficile la possibilità di attirarne di nuovi. Un account che pubblica una volta al mese circa, non sta facendo bene il suo lavoro. Occorre pertanto pubblicare contenuti in orari ben pianificati, prendendo sul serio l’intera attività social, in modo che i follower potranno fidarsi dell’azienda. Un solido 76% dei marketer ha citato gli strumenti di automazione per ottenere un ROI positivo entro un anno dalla loro implementazione. Avere uno strumento professionale di automazione social può rivelarsi efficace per migliorare la produttività.

    6. Dare priorità alla quantità rispetto alla qualità

    Quante volte abbiamo sentito la frase “dare priorità alla qualità rispetto alla quantità”? Lo stesso vale per i social. Non si tratta del numero di post che vengono pubblicati in un giorno o in una settimana, ma del risultato di questi contenuti. Ricorda, pubblicare cinque post di alta qualità che si convertono in dieci clienti in una settimana è meglio che pubblicare tre post al giorno con dieci commenti e nessun lead qualificato. social A seconda del mercato, del comportamento del pubblico e delle tendenze, sarà necessario stabilire la quantità corretta dei post, magari facendo degli A/B Test con i tool di pubblicazione. Questo permetterà di decidere un giusto numero di post a seconda della piattaforma. Spostare l’attenzione sulla qualità, pensare al valore che ciascun post può offrire al pubblico, potrà contribuire a rendere il nostro marchio più affidabile e ben accolto.

    7. Non pubblicare al momento giusto

    Un altro errore commesso dalle aziende sui social media è postare ogni volta che il post è pronto per la pubblicazione. Se desideriamo un buon coinvolgimento con i nostri post, pubblicare al momento giusto ci aiuterà a raggiungere gli obiettivi prefissati. Sebbene non ci siano linee guida sul momento giusto per pubblicare, le statistiche sui singoli account suggeriscono il momento e i giorni migliori per il massimo coinvolgimento di un post o ci avvertono quando i nostri follower sono maggiormente attivi durante la settimana. Per questo sarà necessario confrontare sempre i dati e condurre degli A/B test.

    8. Non tenere traccia dei dati

    Ultimo ma non meno importante: occorre sempre tracciare i dati, anche se non siamo geni dei numeri basta tenere d’occhio gli insight per rispondere a domande come: Qual è il coinvolgimento sui post? Qual è la percentuale del traffico sul sito proveniente da Facebook, Instagram o LinkedIn? Quante conversioni ci sono attraverso i canali social? Qual è il ROI per la strategia di social media marketing? Ci sono molte altre domande a cui i dati possono rispondere. Questo genera un vantaggio che ci permette di prendere decisioni mirate su quale fronte impegnarsi di più, quali canali evitare, capire le motivazioni che spingono i clienti verso il marchio, come interagiscono con gli account e altro ancora. LEGGI ANCHE: 10 consigli per produrre contenuti social risparmiando tempo

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