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“La natura è la massima esperienza sensoriale”, come si progetta il design per gli hardware di Google
L'idea di utilizzare l’intuito tanto quanto i dati ci ha portato a pensare alle differenze tra "Design Thinking" e "Design Feeling"
19 Giugno 2019
Quando si guardano i nostri prodotti, la sensazione è che siano innegabilmente Google, ma arrivarci ha comportato un percorso che ha richiesto l’analisi di dati, oltre che il nostro intuito di designer.Usiamo sia i dati sia il nostro intuito per prendere decisioni sul design
Non è una sorpresa che i dati abbiano un ruolo centrale nelle decisioni relative al nostro design: in fondo, siamo un’azienda fondata da ingegneri. In molti campi, i dati sono diventati il motore delle decisioni e vengono considerati la strada più sicura per prenderle. Tuttavia, nel design, focalizzarsi solo sui dati può portare a risultati freddi e sterili. Infatti, non ci dimentichiamo che abbiamo a disposizione un’altra forma di dati, spesso trascurata, ma che è facilmente disponibile: il nostro intuito. A prima vista, i dati e l’intuito sembrano fonti di informazioni contraddittorie. I dati si riferiscono ai fatti e alle statistiche rilevate, mentre l’intuito si riferisce alla nostra capacità di comprendere o percepire qualcosa in maniera immediata, senza bisogno di ragionamenti consapevoli. L’intuito è la nostra reazione istintiva ad ogni situazione e si basa sulle informazioni e sull’esperienza che ognuno di noi acquisisce nel tempo. Il ruolo principale che l’intuito ha nel prendere decisioni quando si parla di design è quello di aiutare a trovare una connessione fra diversi punti. A volte, un determinato approccio al design sembra semplicemente giusto: sembra biologico e naturale, il nostro corpo percepisce infatti qualcosa che nessun dato o ricerca potrebbe mai quantificare.
Nel creare i principi per il design dei prodotti Google, abbiamo considerato l’intuito un dato importante. Il risultato? Lavoriamo per sviluppare una tecnologia che possa essere percepita come umana. La geometria semplice e pura dei nostri prodotti e un utilizzo di materiali che non erano mai stati considerati per i dispositivi tecnologici, consentono al nostro hardware di trovare un ambiente naturale nelle case e nelle vite delle persone. Affidarsi alla nostra intuizione in questo ambito è ciò che ci consente di creare una tecnologia che sia sempre più vicina a noi.Un design di successo richiede meno razionalità e più sentimento
L’idea di utilizzare l’intuito tanto quanto i dati, mi ha portato a pensare alle differenze tra “Design Thinking” e “Design Feeling”, entrambi aspetti importanti dell’intero processo. Il Design Thinking comprende tutti gli elementi del design tradizionale: la matematica, la geometria, la teoria del colore, ecc. La nuova nozione di Design Feeling, invece, ci riporta ai principi più puri del design. I grandi designer hanno una propensione naturale a esaminare come il loro lavoro avrà un impatto su coloro che ne verranno a contatto. Cosa trasmette una certa combinazione di colori? Come reagisce il corpo a una certa consistenza di materiali? Enfatizzare il concetto di “Design Feeling” significa semplicemente spostare il focus su ciò che può essere considerato un “buon design”, sul modo in cui ci si può avvicinare e su quale risultato aspettarsi.
In che modo questo approccio influenza i nostri processi e prodotti in Google? Ogni prodotto, sin dall’inizio del processo di design, viene considerato per l’impatto che può avere a livello emotivo e sentimentale. Dalla combinazione dei materiali alla tonalità esatta di colore, facciamo molta attenzione a cosa ognuna di queste scelte può trasmettere.Consideriamo anche, come ciascuno di questi elementi può contribuire a innovare lo sviluppo dell’elettronica di consumo. Ad esempio, da quando abbiamo introdotto il tessuto come materiale nella creazione dello speaker Google Home, molti prodotti di altrettante marche hanno iniziato ad usarlo. Si tratta di un’evoluzione entusiasmante e riteniamo che una maggiore attenzione all’aspetto umano nell’ambito della tecnologia continuerà a portare valore aggiunto a tutti noi e alle generazioni future. L’esperienza al Salone del Mobile di Milano
Tutti questi diversi aspetti – intuito, dati ed emozioni – erano presenti al Salone del Mobile 2019 a Milano, grazie a un ambito di studi chiamato neuroestetica.La neuroestetica ha recentemente iniziato a far luce sui processi di progettazione e sull’importanza del design intelligente, in quanto può effettivamente avere un impatto positivo sul nostro benessere, che siamo realmente in grado di mostrare attraverso varie forme di dati.Nell’ultimo anno abbiamo sviluppato un concetto che può chiaramente dimostrarlo. Alla nostra mostra, a ogni visitatore è stato dato un braccialetto personalizzato che ha rilevato le loro risposte biologiche in tre ambienti dal design unico, attraverso quattro sensori. Ciascuna delle tre stanze è stata costruita con il proprio look and feel, tra cui arredo, illuminazione, trame, colori, suono e persino il profumo. Al termine dell’esperienza, abbiamo mostrato ai visitatori quale delle tre stanze li ha fatti sentire più a proprio agio.Abbiamo ottenuto un riscontro incredibile da parte dei visitatori di Milano. Le persone erano molto curiose di conoscere le proprie reazioni davanti a spazi e oggetti di design e ricevere poi l’interpretazione del loro stato d’animo. L’importanza della neuroestetica consiste nell’accendere i nostri sensi nel modo più positivo possibile, attraverso vari approcci al design. Ed è combinando intuito, dati, pensiero progettuale e sentimento che possiamo costruire una tecnologia che può effettivamente migliorare il benessere di chi la utilizza.








