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Intelligenza Artificiale, i trend 2021 di un mercato in fortissima crescita
Largo a bot dedicati al customer service e a investimenti per la raccolta e l’analisi dei dati e delle interazioni con il nostro brand
25 Gennaio 2021
- Il mercato dell’AI registrerà una delle crescite più importanti da qui al 2023
- La mente umana sarà destinata a fare il suo lavoro: creatività, problem solving e active learning appoggiandosi sull’intelligenza artificiale per tutti i processi aziendali automatizzabili, customer care compreso
- Il settore IT e AI sono considerati etici e non solo nell’applicazione coerente e condivisa degli strumenti, ma anche nell’eliminazione del gender gap
Intelligenza artificiale, dove siamo e quali sono i trend di crescita dei prossimi anni
Il 2020 ha segnato per il comparto AI un boom di crescita. Se il segmento, infatti, era già sotto i riflettori dal 2019, l’avvento del COVID-19 ha portato moltissime aziende ad accelerare i propri investimenti in materia di Intelligenza Artificiale per affrontare meglio le nuove dinamiche legate, per esempio, allo smart working o alla continuità di produzione anche in assenza dell’uomo. Largo, quindi, a bot dedicati al customer service e a investimenti per la raccolta e l’analisi dei dati e delle interazioni con il nostro brand.LEGGI ANCHE: Frontiers Health 2020: accelerazione globale della Salute Digitale ed ecosistema innovazione in risposta alla pandemiaChi aveva già investito nei servizi legati all’intelligenza artificiale, oggi ha visto un incremento del suo EBIT anche del 20% e si è potuto concentrare su temi come la cyber security. Chi ha iniziato oggi a guardare al mercato dell’AI per la propria azienda, si trova indietro di diverse lunghezze in un mercato in cui il divario tecnologico può davvero fare la differenza tra un progetto vincente e un fallimento.L’AI trova maggior diffusione nei comparti high-tech e telecomunicazioni, seguiti a ruota dal comparto produttivo, con una crescita di profitto per quelle aziende in cui l’intelligenza artificiale è implementata in tutti i livelli aziendali.L’incremento positivo complessivo riguarda l’intera crescita aziendale: va da una migliore comprensione e accettazione degli investimenti nel segmento e una leadership attenta a condividere tali risultati con i collaboratori a un budget crescente di investimento finalizzato alla creazione di soluzioni AI proprie con l’assunzione di nuovo personale esperto e dedicato.Tra i timori maggiormente avvertiti c’è quello relativo alla cyber security, con la richiesta sempre maggiore di esperti interni in grado di minimizzarlo il più possibile anche attraverso sistemi di contenimento creati su misura.
Cosa ci dobbiamo aspettare per il 2021?Secondo gli esperti:- IT e AI saranno sempre più vicini con l’applicazione dell’intelligenza artificiale a quasi tutti i comparti aziendali e per la creazione di soluzioni aziendali automatizzate e auto controllate, dalla produzione alla circolazione dei dati. Avere o non avere esperienza nel campo intelligenza artificiale darà o meno all’azienda un vantaggio competitivo sul mercato
- L’AI diventerà sempre più diffusa e compresa, non solo nelle organizzazioni aziendali, ma dalla popolazione stessa con la possibilità di accesso da parte di tutti a strumenti facili e comprensibili disponibili sul mercato, oltre a dare forte impulso alla cosiddetta “cross-team collaboration”, cioè la pratica per la quale esperti del comparto IT condividono le proprie capacità e conoscenze per il raggiungimento di uno scopo comune
- AI significherà anche riconoscimento vocale e di immagini. Se il trend dello smart working e della didattica a distanza continuerà ad essere così rilevante, le organizzazioni dovranno avere a disposizione strumenti sempre più evoluti che gli consentano di far interagire il loro staff, e che permettano di proseguire nelle pratiche di valutazione costante delle performance previste dalla loro azienda
- L’intelligenza artificiale sarà etica, sia nella chiusura del divario in materia di gender gap sia nell’attenzione a problemi come disparità sociali e diversità: l’AI e la raccolta di dati sono imparziali e trasparenti.
Intelligenza artificiale ed intelligenza umana come andare d’accordo
Lo abbiamo già detto nell’introduzione, il comparto AI sarà il settore economico più ricco da qui al 2023 e gli AI specialist saranno i lavoratori più pagati del prossimo futuro.Nello specifico, il trend si svilupperà in diversi ambiti, tra i quali:- Iperautomazione, cioè la possibilità di automatizzare i processi attraverso un’intelligenza artificiale: dalla produzione al customer care, ma anche la gestione del tempo aziendale dei lavoratori o le loro procedure standard
- Chabots e assistenti vocali, la possibilità di programmare un’intelligenza artificiale in grado di risolvere i problemi basici di customer care, anche fuori dall’orario di lavoro, oltre che di coordinarsi con il team per intervenire in maniera efficace solo sui problemi più complessi con il vantaggio di non perdere mai l’interazione con il cliente
- Etica, cioè l’applicazione, seppur esaltata, dell’intelligenza artificiale dal punto di vista etico. Il consumatore se lo aspetta da ogni brand.
- Applicazione di AI anche nello spazio di lavoro, sempre più fluido e smart con tecnologie che permettano ai collaboratori di lavorare da qualsiasi parte del mondo e che rendano il lavoro anche misurabile e le informazioni condivise
- Raccolta dati, i dati raccolti saranno la nuova ricchezza del futuro. Banche dati in materia di comportamento d’acquisto e tracciabilità di ogni singolo consumatore potrebbero essere il vero punto di partenza per il successo o il fallimento di nuove startup
- Sviluppo di chip e hardware in grado di elaborare efficacemente ed efficientemente la nuova mole di dati raccolti
- Cybersecurity, un sistema governato dall’intelligenza artificiale deve essere in grado di individuare, governare, eliminare eventuali minacce per i dati raccolti
La nuove soft skills, quello che il nostro cervello deve imparare se vuol differenziarsi
Se da una parte lo scenario punta a privilegiare la conoscenza e l’esperienza al solo titolo accademico, dall’altra parte, secondo il World Economic Forum, circa il 50% dei lavoratori attivi dovrà aggiornare le proprie competenze entro il 2025, sviluppando tutte quelle soft skill che li differenzieranno dall’intelligenza artificiale.Tra le più richieste troviamo: intelligenza laterale, problem solving, resilienza, creatività, risposta positiva allo stress e flessibilità, capacità di lavorare in team e di apprendimento attivo nell’imparare a governare e applicare i diversi sistemi tecnologici e di intelligenza artificiale implementati nella propria azienda.LEGGI ANCHE: Verso la Project Economy: come gestire oggi progetti e team in aziendaLe persone dovranno essere pronte ad aggiornarsi in brevissimo tempo e le aziende dovranno strutturare corsi interni per garantire a tutti una giusta dose di formazione.Niente scenario apocalittico o invasione robot con il genere umano in ostaggio: l’essere umano rimarrà ancora indispensabile, per lungo tempo.







