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25 Maggio 2026 - 4 minuti
9 Maggio 2018
Il marketing persuasivo studia proprio questo, quei meccanismi che inconsapevolmente guidano il nostro cervello e le nostre scelte. Certo, detta così potrebbe sembrare un po’ inquietante, ma per ottimizzare la vostra strategia di marketing dovrete necessariamente tener conto di questi piccoli accorgimenti. Verrete ricompensati!Prima di tutto, definiamo il marketing persuasivo come quell’idea secondo cui le persone sono in grado di prendere delle decisioni razionali delle volte, ma nella maggior parte delle volte, invece, no. Al contrario, le persone prendono le decisioni sulla base di emozioni o altri fattori che non hanno niente di logico, come il semplice fatto che altre persone lo hanno già fatto e, nello specifico, altre persone lo hanno già comprato.Pensate di essere esonerati da queste logiche? Provate a vedere questo video!Ci siete cascati anche voi, vero?Harry McGurk scoprì questo fenomeno nel lontano 1976. Sostenne, infatti, che la percezione del linguaggio non dipendesse dal suono, quanto più dalla visione diretta dello stesso – in questo caso parliamo del labiale – e dell’interazione diretta fra le due componenti. In parole povere? Quello che vediamo sovrasta quello che sentiamo.Come possiamo vedere dal video, anche se sappiamo che nell’audio viene sempre detto “bah”, non riusciamo a smettere di sentire “fah” se qualcuno con il labiale dice “fah”. Pazzesco, eh?
Questo vi può dare la percezione di come percepiamo in maniera totalmente irrazionale la realtà e quindi, quanto forte può essere una comunicazione che fa leva su questi nostri meccanismi in ottica di marketing e non solo.LEGGI ANCHE: Cinque cose sul branded content che ogni azienda dovrebbe conoscere
Indovinate?Sono state registrate il 187,4% di conversioni in più, con un tasso di conversione del 95%. Com’è possibile? Studi recenti individuano nel maggior contrasto cromatico una maggiore propensione alla conversione.OptinMonster ci propone una breve analisi dell’impatto cromatico in termini di psicologia:
I risultati ottenuti sono molto significativi:
In un negozio che offriva ai propri clienti 6 tipi diverse di marmellate e in un altro con una scelta più ampia fatta da 24 tipi differenti di marmellate, i 3% dei clienti del secondo negozio non ha acquistato niente. Per quanto riguarda invece il primo negozio, il 30% dei clienti ha finalizzato un acquisto. La conclusione dello studio sostiene come se è vero che una vasta scelta di prodotti attirà più visitatori, una selezione più limitata di prodotti converte molto di più.Teoremi a parte, a questo punto vi starete chiedendo, in che modo possiamo sperimentare in maniera concreta tutte queste informazioni?
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