Retail e grocery dominano la pubblicità su ChatGPT
Come sfruttare al meglio gli strumenti di AdWords? Ce lo spiega Gianpaolo Lorusso
29 Agosto 2017

Quali sono le componenti fondamentali da tener presenti per creare un annuncio efficace con AdWords?
Bisogna innanzitutto considerare che l’utente deciderà se continuare a leggere l’annuncio sulla base delle prime parole del testo (cioè essenzialmente del primo titolo). Poi eventualmente continuerà con il secondo titolo e passerà, forse, alla descrizione. Cliccherà solo se siamo stati sufficientemente convincenti.La domanda chiave quando scriviamo un annuncio AdWords quindi non è “adesso che cosa ci scrivo?”, ma: “perché dovrebbero scegliere il mio annuncio?”.Trova una risposta furba e avrai un annuncio che funziona. Peccato che… te la copieranno! A meno che non sia qualcosa che puoi scrivere soltanto tu.
Rete Search o Google Display Network? Ci spieghi quando è meglio utilizzare uno strumento piuttosto che l’altro?
La rete di ricerca è l’ideale se devo vendere qualche prodotto o servizio estremamente specifico, per cui esiste già una domanda ben definita sul mercato (e quindi nei motori di ricerca).La rete display è invece sicuramente lo strumento giusto da usare se voglio stimolare la domanda o fare branding a largo spettro. Oppure quando i costi della search sono proibitivi (il che accade sempre più spesso in molti settori).
Cosa significa attivare una campagna di remarketing su Google e quando è opportuno farlo?
Il remarketing è una tecnica che permette di far vedere i tuoi annunci a utenti che sono già passati sul tuo sito. Funziona attraverso i cookies (piccoli pezzetti di software che AdWords salva nel tuo computer al passaggio sui siti che hanno attiva questa funzione).Se passi sul sito Zalando o su altri grandi siti di eCommerce lo vedrai subito in azione (a volte la frequenza degli annunci è talmente fitta, che più che remarketing io lo chiamerei stalking!).Si usa per tentare di fidelizzare il cliente, stimolando acquisti ripetuti, oppure per sollecitare ulteriormente utenti che sono arrivati a un passo dall’acquisto, ma non l’hanno effettuato.Parente stretto del remarketing è il retargeting (spesso in rete sono usati come sinonimi), che si basa sugli interessi desunti da quello che cerchi in Google o sugli argomenti dei siti su cui clicchi più spesso nelle pagine dei risultati. Ma di questo magari ne parliamo alla prossima intervista 😉









