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  • Cosa fare e cosa non fare per essere primi su Google

    21 Agosto 2017

    Essere primi su Google è davvero così importante per la tua azienda? Per rispondere a questa domanda, non c’è affermazione migliore di quella secondo cui “Il posto migliore dove nascondere un cadavere è la seconda pagina dei risultati di Google”. La maggior parte delle persone, infatti, tende a non scorrere oltre la prima pagina dei risultati di ricerca quando chiede un’informazione ai motori di ricerca. Ciò significa che se il tuo sito non è nella prima pagina, le tue possibilità di raggiungere il pubblico target diventano davvero scarse. Questo è ancora più vero dopo l’introduzione di alcune importanti novità nell’algoritmo di Google, nella visualizzazione dei risultati di ricerca da mobile e dopo l’ingresso della famosa “posizione zero” tra i risultati. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di dare una risposta concreta a questa serie di domande che ci porteranno a comprendere meglio perché è così importante essere primi su Google (e sugli altri motori di ricerca) e cosa fare e non fare per raggiungere questo ambizioso risultato. All’interno di questo articolo, dunque, fare riferimento ad una serie di domande chiave, la cui risposta ci aprirà le porte della SEO e ci aiuterà a comprendere i segreti di questa disciplina:

    1. Cosa significa in termini di opportunità essere primi su Google?
    2. A cosa servono SEO e SEM?
    3. Cos’è il posizionamento organico e come si può migliorare?
    4. SERP, query e long tail: cosa sono e come utilizzarle per essere primi su Google?
    5. Cosa fa un esperto SEO e come può aiutarti a posizionare il tuo sito su Google?
    6. Quali sono le cose da non fare per essere primi su Google?
    7. Quali benefici può portare una SEO strategy al tuo business?
    Partiamo subito dall’inizio e cominciamo a capire perché essere primi su Google può permetterci anche di guadagnare di più.
    Come essere primi su google
    Credits: Depositphotos #39915863

    Cosa significa in termini di opportunità essere primi su Google?

    Attualmente Google analizza oltre 40.000 query di ricerca in media ogni secondo, il che si traduce in oltre 3,5 miliardi di ricerche al giorno e 1,2 trilioni di ricerche ogni anno in tutto il mondo. La tabella che ti mostriamo di seguito espone la crescita del numero di ricerche all’anno nel corso della storia di Google.
    Fonte: Internetlivestats.com
    Se circa il 70% degli utenti non va oltre la prima pagina nel ricercare una risposta alle proprie richieste, c’è anche un ulteriore dato da tenere in considerazione, perché circa il 73% degli utenti clicca su risultati organici (ovvero non a pagamento), mentre meno del 30% è incline a cliccare anche sugli annunci, che compaiono in alto tra i primi risultati di ricerca su Google. Cosa significa questo per il tuo business? Significa che, semplicemente ottimizzando i contenuti del tuo sito web o del tuo eCommerce in ottica SEO, potresti aumentare esponenzialmente le tue probabilità di essere trovato ed entrare in contatto proprio con quegli utenti che stanno cercando il tuo prodotto o servizio. Se ogni business è dato dall’incontro tra domanda e offerta, non c’è luogo migliore di Google nel quale far reperire la tua offerta proprio da chi ha quello specifico bisogno, per soddisfare il quale ha fatto una specifica domanda al motore di ricerca. Dunque, in modo molto semplificato: l’utente che ha un bisogno pone una domanda sul motore di ricerca per ottenere come risposta da Google un prodotto o un servizio che soddisfi quel bisogno. Essere primi su Google significa guadagnarsi l’opportunità di essere la risposta giusta al bisogno di quell’utente, per noi potenziale cliente.
    Come essere primi su google
    Credits: Depositphotos #40244995

    A cosa servono SEO e SEM?

    La SEO (Search Engine Optimization) è l’insieme delle tecniche volte a migliorare e promuovere un sito web per raggiungere alcuni scopi specifici. Tra questi vi è l’aumento delle visite attraverso il traffico generato con i clic dai risultati dei motori di ricerca, cioè il cosiddetto traffico organico; il miglioramento dell’esperienza utente sul sito web, dove troverà risultati correttamente indicizzati, a seconda delle sue ricerche, portandolo a trasformarsi da semplice visitatore in abituale cliente. Lo scopo principale della SEO è portare traffico di qualità al sito web, per consentire, poi, attraverso una più generale strategia di digital marketing, di aumentare le vendite. Per SEM (search engine marketing), invece, si intende in modo più ampio tutta l’attività di pianificazione per aumentare la visibilità tra i risultati sponsorizzati dei Google: in pratica, si tratta sempre di cercare di essere primi su Google, ma stavolta acquistando spazi pubblicitari. Anche questa attività può essere molto utile per il business, dato che pur richiedendo investimenti decisamente più consistenti, procura risultati più immediati. Mentre la SEO richiede tempi più lunghi per essere efficace e un costante aggiornamento e monitoraggio dei risultati, non consente sempre di posizionarsi su parole particolarmente competitive. Laddove possibile, però, è il miglior risultato per un’azienda, dato che la visibilità organica consente di avere un ritorno costante giorno per giorno in termini di clic e visite sul sito web, il nostro primo punto di contatto col futuro cliente sul web. La SEM, invece, ha un effetto più immediato, dato che al pagamento della visibilità, corrisponde subito un risultato, che sarà però ottenuto solo fino al termine della campagna e non nel lungo periodo.
    Primi su Google SEM
    Credits: Depositphotos #7975095

    Cos’è il posizionamento organico e come si può migliorare?

    Abbiamo accennato, quindi, al posizionamento organico. Scopriamo perciò nel dettaglio di cosa si tratta e in che modo costruirlo attraverso la SEO, per essere primi su Google. Per posizionamento organico, detto anche “posizionamento naturale”, si intendono tutte quelle attività volte a posizionare il sito web tra le pagine dei risultati dei motori di ricerca. Per fare questo è necessaria una chiara strategia SEO, che permetta di ottimizzare i contenuti e migliorare il proprio ranking. Il posizionamento organico permette al tuo sito web di conquistare una presenza tra le ricerche degli utenti su specifiche parole chiave. Il compito della SEO è individuare parole chiave che rispondano alle corrette ricerche e quindi consentano un posizionamento organico quanto più vicino possibile alla prima posizione sul motore di ricerca. Come dicevamo, un buon posizionamento organico necessita di molto più tempo rispetto a una campagna pubblicitaria online come una campagna Pay Per Click, che consente, invece una immediata posizione privilegiata nelle pagine dei risultati di ricerca. A differenza delle campagne a pagamento, però, il posizionamento organico permette di ottenere risultati stabili nel tempo, se seguiti con un accurato monitoraggio e un costante aggiornamento anche del lato tecnico del sito web. Per un buon posizionamento organico, in linea di massima, possiamo individuare una serie di caratteristiche e strumenti da tenere in considerazione:
    • innanzitutto il sito web deve essere accessibile ai motori di ricerca, attraverso una corretta configurazione dei file “Robots”;
    • anche la velocità di risposta del server sul quale risiede il sito può influire sul posizionamento
    • la struttura del sito web (organizzata secondo categorie) deve essere accurata e schematica, per consentire al motore di ricerca di individuare in modo rapido le informazioni da reperire sul tuo sito e fornire la risposta corretta all’utente;
    • anche la corretta compilazione dei meta tag, come title, meta description e keyword ha una diretta influenza sul posizionamento organico e può contribuire a farci essere primi su Google.
    Primi su Google posizionamento organico
    Credits: Depositphotos #13438440

    SERP, query e long tail: cosa sono e come utilizzarle per essere primi su Google?

    Dopo aver preso in considerazione gli aspetti più importanti per un buon posizionamento, analizziamo anche altre tre parole chiave fondamentali per scalare i risultati dei motori di ricerca ed essere primi. Per cominciare, il termine SERP è l’abbreviazione di Search Engine Result Page, cioè corrisponde proprio alla pagina dei risultati di ricerca fornita da un motore di ricerca, come Google o Bing. Come abbiamo già visto, nella SERP compaiono sia risultati organici che a pagamento, come ti mostriamo in questa schermata di esempio. Prima di ottenere una SERP, dunque, l’utente effettuerà una ricerca attraverso una query, ossia una parola o una serie di parole per cercare ciò che di cui ha bisogno. Parlando di query di ricerca, dunque, si fa riferimento alle parole chiave utilizzate potenzialmente dagli utenti online per effettuare una ricerca. Nel nostro esempio la query è stata “stampanti 3d”. Quando si parla di Google, ogni SERP restituita all’utente dopo l’interrogazione con una query (o domanda) è il risultato dell‘interazione di una serie di algoritmi che si combinano in modi diversi, e subiscono continui aggiornamenti ogni anno. Solo alcuni aggiornamenti vengono resi noti, per gli altri solo la continua sperimentazione da parte degli esperti SEO, e il continuo uso del motore di ricerca e degli strumenti specifici (come Google Trends, Analytics, SemRush o SEOZoom, solo per citarne alcuni) permette di comprendere in che direzione si muovano le SERP e quali miglioramenti è possibile apportare alle pagine del nostro sito web per migliorarne il posizionamento. Un’ultima osservazione, però, torna molto utile parlando di posizionamento, e riguarda il modo in cui le persone effettuano le loro ricerche su Google. Spesso infatti la ricerca non sarà così generica come quella che abbiamo riportato come esempio, ma sarà completata da aggettivi o specificazioni accessorie, per restringere il campo dei risultati a cui l’utente stesso vuole arrivare. Le persone, cioè, cercano molto spesso usando query con tre, quattro, cinque o più termini di ricerca per arrivare a informazioni sempre più precise. Il nostro esempio, quindi potrebbe essere completato come segue. La ricerca vocale, infine, che effettuiamo sempre più spesso soprattutto da smartphone per non impegnare le mani, amplierà ancora questa tendenza a effettuare ricerche specifiche, dato che quando parliamo tendiamo ad utilizzare un linguaggio più naturale e più ricco di termini, preposizioni e articoli, rispetto a quando scriviamo, situazione nella quale, invece, adottiamo un linguaggio più “economico”, con parole secche e senza giri di parole. Oltre ad individuare una parola chiave principale, dunque, per essere primi su Google, dovremo individuare anche la relativa long tail, cioè la cosiddetta “coda lunga” delle ricerche correlate, fornite di maggiori specificazioni rispetto alla keyword principale, che ci consentiranno di intercettare anche queste query più dettagliate. Allo stesso modo, dovremo tenere presenti le query con lo stesso search intent, cioè l’utilizzo di sinonimi o espressioni alternative che potrebbero essere utilizzate dai nostri potenziali clienti per raggiungere lo stesso risultato di ricerca, ossia il nostro prodotto o servizio.

    Cosa fa un esperto SEO e come può aiutarti a posizionare il tuo sito su Google?

    Per posizionare al meglio il tuo sito web, un esperto SEO potrà aiutarti a pianificare una corretta strategia, in grado di ottimizzare i contenuti e migliorare le performance sui motori di ricerca. Un bravo SEO Specialist ti insegnerà il modo migliore per impostare sito web, blog e/o eCommerce, con una corretta strategia di Content Marketing dopo aver esaminato i reali obiettivi di businessla concorrenza di mercato e quella relativa alle parole chiave sulle quali vuoi posizionarti e dopo aver discusso budget e risorse necessarie per il migliore raggiungimento dei risultati. In particolare per posizionare il tuo sito tra i primi su Google, un buon SEO, ti consiglierà come impostare un sito SEO friendly in modo corretto, indicherà quali sono i contenuti pertinenti e rilevanti per il tuo sito rispetto alle keyword individuate, strutturerà una strategia di link building e di link earning per ottenere link di qualità che puntino al tuo sito web, imposterà il monitoraggio dei risultati raggiunti e della concorrenza in un’ottica di costante revisione e miglioramento dei risultati ottenuti. Un sito perfettamente costruito e ottimizzato, insomma, non ti garantisce più il dominio delle SERP, ma il lavoro costante in termini di SEO può assicurarti una visibilità migliorabile ogni giorno attraverso l’aggiornamento dei contenuti e l’attenta conoscenza delle novità introdotte da Google.
    Primi su Google SEO e SEM
    Credits Depositphotos #138030292

    Quali sono le cose da non fare per essere primi su Google?

    Abbiamo considerato finora le regole per essere primi su Google, ma esiste anche qualche bad practice? Naturalmente sì. Dai suoi albori Big G si è notevolmente modificato e alcune pratiche prima tollerate, sono diventate deprecabili per il motore di ricerca. Google, oggi, è sempre più attento alla qualità e alla pertinenza dei contenuti, quindi non sarà sufficiente ripetere un numero illimitato di volte la tua parola chiave per posizionarti tra i primi risultati nelle SERP. Anzi, questo potrebbe farti apparire in modo negativo agli occhi del motore di ricerca. Allo stesso modo, è necessario monitorare con attenzione i backlink al proprio sito (attraverso la Search Console di Google), per assicurarsi che provengano tutti da siti web con una buona authority e di qualità. Inserire il proprio sito in directory appositamente create per accrescere il numero dei propri link in entrata, non è più la strategia corretta per Google. Anche in questo caso, duro lavoro, aggiornamento, uso corretto degli strumenti, monitoraggio degli analytics, sono le uniche parole chiave verso il successo.
    Primi su Google
    Credits: Depositphotos #67963611

    Quali benefici può portare una SEO strategy al tuo business?

    Chiudiamo quindi con una breve considerazione finale: in che modo una strategia SEO può aiutare il nostro business? Evidentemente, rendendoci primi su Google, o almeno aiutandoci a comparire nelle prime pagine della SERP. Diffidare da chi ci promette il primo posto su Google assicurato è la regola d’oro nella SEO, una disciplina che, come ti abbiamo mostrato, deve considerare moltissime variabili e non può prevedere tutti i costanti aggiornamenti di algoritmo e tecnologici che possono incidere sui risultati dei motori di ricerca. L’obiettivo migliore che possiamo porci strutturando una SEO strategy è comunque quello di riuscire a dare una risposta alle ricerche reali degli utenti, per far trovare il nostro prodotto o servizio esattamente da chi li sta cercando. Questo si tradurrà in un traffico di qualità per il sito web e dunque in un aumento dei potenziali clienti che giungeranno effettivamente a conoscenza della nostra azienda. Un traffico qualificato è il migliore risultato che i motori di ricerca possano offrirci attraverso il posizionamento organico. Se avremo raggiunto questo obiettivo, saremo già a metà strada verso la nostra vendita e i numeri del nostro business cominceranno subito a crescere!

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